Veneto Banca, sequestro ristabilisce responsabilità in capo al management, legge speciale chiesta da Favero una promessa irrealizzabile

È tempo che si distingua chi sta lavorando, da chi si è seduto in riva al fosso aspettando il cadavere, per poterne approfittare elettoralmente

Il sequestro operato ai danni degli ex-manager di Veneto Banca rimette al centro le responsabilità oggettive del crack delle banche popolari, interne alla cattiva gestione della banca già prima del 2014, da perseguire con azioni giudiziarie rapide, che finalmente perseguano chi ha evidenti responsabilità.

La Legge Speciale chiesta dal Sindaco di Montebelluna è una richiesta assurda, fatta da chi sa di non dover rispondere delle proprie promesse. Favero sta provando a far passare il Governo come colpevole di non si capisce bene cosa, ma durante le assemblee era Luca Zaia che applaudiva i dirigenti di Veneto Banca per aver ostacolato la vigilanza di Bankitalia, onestà intellettuale, quindi, vorrebbe che chiedesse la legge speciale alla Regione. Questo è il primo Governo che ha messo a disposizione fondi pubblici, ben 50milioni di euro ampliabili, per poter sostenere i risparmiatori che sono stati truffati con operazioni baciate o misseling, oltre ad aver ottenuto 100 milioni da Banca Intesa e aver garantito l’operatività delle due banche con uno sforzo economico del valore totale di 17 miliardi di euro.

È tempo che i risparmiatori e i Veneti in generale scindano bene chi in questi anni ha lavorato continuamente per tutelarli e chi sta speculando sulla loro disperazione per garantirsi sostegno elettorale. Non esistono strade semplici o soluzioni facili, ma solo un lungo e difficile lavoro, che il PD, unica forza in Italia, sta facendo, mentre gli altri partiti, Lega e M5S in testa, sperano che la situazione peggiori ulteriormente, insensibili alla sofferenza dei cittadini.

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