Vendita case Ater: nel merito, la proposta di legge obbliga gli inquilini ad andarsene

Venezia, 19 febbraio 2011  La proposta di Legge in discussione in Consiglio Regionale stabilisce a chiare lettere che le Ater che […]

Venezia, 19 febbraio 2011 

La proposta di Legge in discussione in Consiglio Regionale stabilisce a chiare lettere che le Ater che vendono parte dei loro fabbricati destinati ad alloggi popolari, possono far uscire dalle loro case coloro  che, tra gli inquilini, non abbiano accettato la proposta di vendita. Che dovranno lasciare la loro abitazione e spostarsi altrove, pagando anche la  metà del costo del trasloco lo scrive testualmente il comma 6 dell’articolo 6 previsto in finanziaria regionale e in contrasto con quanto approvato dalla stessa maggioranza con un Ddl nel novembre 2009. Chi evidentemente non sembra saper leggere è opportuno che sappia almeno scrivere, così abbiamo speranze che riconduca la sua contrarietà in una lettera destinata al suo partito e alla maggioranza che governa la Regione del Veneto. Mi domando se si sappia veramente cosa può voler dire, concretamente, spostare come un pacco postale un anziano da un quartiere all’altro di una città, con parte dei costi a proprio carico, sradicandolo, conseguentemente, dal suo mondo di relazioni consolidate da anni di permanenza in uno specifico quartiere. Se ciò dovesse accadere realmente, come al momento pare indicato nella proposta, costituirebbe un’azione che darebbe origine ad una situazione di estremo disagio psico-fisico per migliaia di famiglie e di anziani. E poi mi domando: dove sono tutte queste case nuove o semi nuove disponibili ad accogliere coloro che non compreranno l’alloggio popolare ove abitano? La proposta di legge, infatti, tende praticamente ad azzerare l’intero patrimonio di alloggio popolari perché prevede la vendita di tutti quelle abitazioni con vetustà maggiore di venti anni (costituenti circa l’80% del patrimonio residenziale) generando una situazione di maggiore conflittualità sociale.

Le politiche scellerate in tema di Edilizia Abitativa da parte del governo regionale di Lega e PDL negli ultimi 15 anni hanno portato ad un quasi azzeramento degli interventi edilizi di nuova costruzione, prevedendo solo finanziamenti di ristrutturazione che si rifanno a previsioni di erogazione di somme volute ancora dal governo di Romano Prodi. Lega e PDL non hanno saputo pianificare l’edilizia residenziale pubblica. Non c’è bisogno di studiare il piano vendite approvato dalla Regione alcuni anni or sono:  detto Piano di Vendita non ha nulla a che vedere con la proposta di legge regionale, perché la proposta che stiamo discutendo propone la vendita di alloggi costruiti prima del 1990 e obbliga gli assegnatari a trasferirsi, circostanze non previste nel piano di vendita. Insomma, ancora una volta la Lega racconta bugie ai cittadini malcelando la truffa elettorale: nell’autunno 2009 promesse di prezzi stracciati e ora prezzi triplicati e sistemi coercitivi,  con danno evidente ai cittadini.

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