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SPV, addizionale IRPEF è ago nel pagliaio, le problematiche sulla Pedemontana non cambiano di una virgola

Luca Zaia agita trionfante l'ago ritrovato, peccato che dietro la paglia sia tutta bruciata

Mettere l’addizionale per poi toglierla mi ricorda tanto Zaia stile 2015, quando prima delle elezioni elargiva mance in bilancio, salvo poi rimuoverle a voto acquisito. Ora il nostro Governatore si presenta come eroe dei due mondi, ma l’addizionale IRPEF chi l’aveva introdotta se non lui?

Eviterei i toni trionfalistici, il denaro arriva sempre dalle tasche dei Veneti e nel gioco dei vasi comunicanti qualcun altro non avrà ciò che si attendeva, ora che si avvicinano le elezioni politiche, il denaro si trova…e stiamo comunque parlando di 300 milioni a fronte di un rischio debitorio di 12 miliardi di euro. Il pagliaio brucia e Luca Zaia ci mostra radioso l’ago che ha trovato, ma tutte le criticità della SPV restano intatte, come evidenziate dai 13 quesiti della Corte dei Conti, nessuno dei quali riguarda l’addizionale IRPEF. È ovvio quindi che il nostro Governatore tenta con un fumogeno di confondere le immagini. Ma, per quanto riguarda il danno ambientale, le opere complementari, la non-bancabilità dell’opera nonché il cambio del project in corso con un debito per le generazioni future pazzesco e che produrrà ricorsi da parte delle  aziende escluse, l’esplosione dei costi e i ritardi nella consegna, nulla si dice, nulla cambia.

Con i soldi già spesi fin qui avremo già potuto avere un’arteria perfettamente funzionante, ci troviamo invece con un groviera di cantieri fermi e una spada di Damocle da 12 miliardi che ci pende sulla testa, gioire per l’addizionale IRPEF mi sembra davvero un esercizio sterile, visto che comunque quei soldi usciranno da un altro capitolo del bilancio del Veneto, gira che ti rigira, dunque sempre dalle stesse tasche.

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