Poliambulatori

Servizi socio-sanitari del Quartier del Piave: 11 milioni di investimenti per i cittadini o per operazioni immobiliari?

Gli investimenti promessi dal direttore generale dell’Ulss 7, Angelo Lino Del Favero, per il distretto socio-sanitario del Quartier del Piave […]

Gli investimenti promessi dal direttore generale dell’Ulss 7, Angelo Lino Del Favero, per il distretto socio-sanitario del Quartier del Piave costituiscono un reale vantaggio per gli utenti oppure servono quasi esclusivamente per una grande operazione immobiliare? A chiederlo all’assessore alla sanità in Regione Veneto è Laura Puppato, capogruppo del Partito Democratico, che da circa un anno, unitamente ai circoli PD e ad alcuni consiglieri comunali del territorio, sta monitorando la situazione. Stando alle linee di sviluppo per gli ex ospedali “Balbi Valier” di Pieve e “Bon Bozzolla” di Soligo e in base allo studio di fattibilità illustrato ai sindaci nelle settimane scorse esiste la volontà di investire ben 11 milioni di euro per la completa ristrutturazione dell’attuale sede di via Lubin a Pieve, la realizzazione di un parcheggio a tre livelli e di un percorso pedonale lungo il fiume Soligo (per complessivi 10 milioni di euro) e per il riordino dei servizi ambulatoriali attualmente erogati a Soligo (per un milione di euro). Ma come si concilia questa volontà con la dismissione in atto da alcuni mesi a questa parte di alcuni servizi da Soligo, come quello ginecologia, o la riduzione degli orari di apertura al pubblico di altri ambulatori, come oculistica, fisioterapia e radiologia che costituiscono un serio problema per gli utenti? È evidente che le prenotazioni a fronte della riduzione degli orari sono in diminuzione, ma questa diminuzione non può giustificare ulteriori tagli e limitazioni. Tale situazione non è più tollerabile secondo Laura Puppato, soprattutto tenendo conto del bacino di utenza di tutto il Quartier del Piave e della Vallata che insiste sulle strutture tra Pieve e Soligo. Gli interventi di natura urbanistica non possono venire prima del potenziamento o almeno del mantenimento dei servizi socio-sanitari ora esistenti.

Lascia un commento