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Referendum Autonomia, Un bluff, Luca Zaia non lo vuole veramente

Una truffa che serve solo a pagare la campagna elettorale leghista

Sono curiosa di vedere se Luca Zaia andrà fino in fondo con il referendum sull’autonomia o si limiterà ad utilizzarlo come cavallo di battaglia per la sua eterna campagna elettorale, al momento registro che abbiamo l’approvazione di un emendamento che sancisce la non necessità di un accordo con il Governo, ma non vedo ancora alcuna data per il voto. Temo che i Veneti saranno ancora una volta truffati dal loro Governatore, visto che l’emendamento approvato sembra fatto volutamente per spingere il Governo a sollevare la questione di costituzionalità davanti alla Corte e dubito che la giunta porterebbe avanti la questione con una probabile cassazione da parte della Consulta.

La Regione non ha mai davvero cercato di creare un election day o un accordo con il Governo, perché l’intenzione è quella di far apparire l’Esecutivo nazionale come insensibile e dunque da penalizzare se non da abbattere, si guardano bene infatti dal dire che da oltre un anno il Ministro Costa aspetta dal Veneto un piano per attivare gli articoli 116 e 117 della Costituzione per garantire maggiore autonomia per la nostra regione. Proprio qui c’è il secondo e più pesante bluff della giunta regionale veneta, che ora parla di regione a statuto speciale, mentre il quesito ricalca semplicemente l’art. 116 della Costituzione vigente. L’articolo parla semplicemente di forme di autonoma e non di regioni a statuto speciale come sono invece il Trentino o il Friuli. È la conferma del gioco delle tre carte, dunque volutamente scorretto, vera ragione dell’indizione del referendum, atto ad essere solo una costosissima campagna elettorale pagata dai Veneti.

Se Luca Zaia volesse veramente l’autonomia si sarebbe già seduto al tavolo delle trattative con il Governo, che ha più volte ribadito la propria disponibilità, ma dubito che voglia risolvere il problema, perché i problemi, se restano sul tavolo, servono ad alimentare la propaganda. Un referendum serio si sarebbe dovuto fare su di un certo tipo di accordo da siglare tra Governo e Regione ovvero almeno su una bozza di proposta della Regione al Governo, visto che in ogni caso saranno necessari dei negoziati. In quel caso non avremmo avuto dubbi a sostenere il Sì al quesito, ma invece la Lega Nord ha preferito un plebiscito sulla base di una domanda retorica, a cui chiunque risponderebbe sì, mescolando cose diverse tra loro solo per creare scompiglio. Senso di irresponsabilità istituzionale così manifesto, vorrebbe che si unissero altri vacui quesiti quali: vorresti pagare meno tasse? oppure vorresti  avere più soldi in banca? Siamo alla burla…

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