Progetto di legge: Istituzione di un fondo di garanzia per le persone e le famiglie in stato di povertà

PROPOSTA DI LEGGE d’iniziativa dei Consiglieri Causin, Puppato, Sinigaglia, Azzalin, Berlato Sella, Bonfante, Fasoli, Fracasso, Pigozzo, Reolon, Ruzzante,  Tiozzo. ISTITUZIONE […]

PROPOSTA DI LEGGE d’iniziativa dei Consiglieri Causin, Puppato, Sinigaglia, Azzalin, Berlato Sella, Bonfante, Fasoli, Fracasso, Pigozzo, Reolon, Ruzzante,  Tiozzo.

ISTITUZIONE DI UN FONDO DI GARANZIA PER LE PERSONE E LE FAMIGLIE IN STATO DI POVERTA’

 Relazione: 

Secondo l’ultimo rapporto annuale del “Social Watch”, una rete di oltre 400 organizzazioni non governative attive in oltre 60 paesi che attua un monitoraggio sugli impegni assunti a livello internazionale per la lotta alla povertà e l’equità di genere, emerge che, a livello internazionale, a pagare di più le conseguenze della crisi economica sono i paesi impoveriti e le persone più vulnerabili.

I cosiddetti “nuovi poveri” sono oggi costretti a spendere dal 50 all’80% del loro reddito in beni alimentari; risentono quindi maggiormente dell’aumento del costo delle derrate agricole, oltre che dei sevizi sociali Si tratta per lo più di donne e di giovani, impiegati in lavori precari o a cottimo, con salari poco elevati e più bassi livelli di tutela sociale.

L’Italia si sta rapidamente impoverendo e nemmeno il Veneto è esente dai rischi della crisi economica e finanziaria.

Se si pensa che tra il 2000 e il 2007 di media sono state utilizzate 15 milioni di ore di cassa integrazione annue, risulta addirittura impressionante il dato di 100 milioni di ore di utilizzo, rilevato nell’ottobre 2010.

In Veneto, i lavoratori coinvolti nelle crisi sono circa 130.000, quasi il 10% dei lavoratori dipendenti di azienda privata.

La preoccupazione maggiore è forse rappresentata  dalla difficoltà dei giovani di accedere al mondo del lavoro, giovani che, in un mercato segnato dalla decrescita economica, si vedono preclusa ogni possibilità di costruirsi un serio progetto di vita.

Stando ai rilievi e alle analisi effettuate dai principali centri di ricerca e di statistica oltre che da associazioni di categoria e da organizzazioni della società civile, la situazione del Paese è andata via via peggiorando sotto molti aspetti: sociale, economico, culturale oltre che dal punto di vista del rispetto dei diritti fondamentali.

Secondo il rapporto annuale dell’Istat, il 13,6% della popolazione italiana si trova in condizioni di “povertà relativa”, con un tasso di disoccupazione che nel secondo trimestre 2009 è balzato al 7,4%.

Il rapporto Istat spiega che la situazione non è solo il prodotto della crisi finanziaria globale ma dipende anche da politiche inadeguate, e da un mutato rapporto nell’accesso al credito. Condizioni che hanno portato molte famiglie e molte persone a misurarsi con difficoltà economiche prima sconosciute.

La Fondazione «Emanuela Zancan» Onlus, un centro di studi che opera da oltre quarant’anni nell’ambito delle politiche sociali, sanitarie, educative, dei sistemi di welfare e dei servizi alla persona, e che svolge una funzione di osservatorio sociale per il Veneto, nel 2008 ha messo in luce il fatto che, sul fronte delle marginalità, molto è cambiato e molto sta ancora cambiando.

Certamente molti tra i “poveri” hanno ancora il volto degli anziani abbandonati, dei clochard, o dei bambini senza il necessario per vivere.

Ma aumentano sempre più i casi di povertà prodotti dalla cosiddetta “società del benessere”: giovani devianti, tossicodipendenti, malati di Aids, operai con poche speranza di occupazione, disoccupati, e altre categorie deboli.

Secondo i dati elaborati dalla Fondazione “E. Zancan”, le famiglie venete povere nel 2008 erano 89.334 (4,5%), per un totale di 214.401 persone coinvolte.

Anche in Veneto c’è un nesso diretto tra la vulnerabilità sociale, la condizione di povertà e la possibilità di accesso alla sanità; a causa dei costi, infatti, le persone che versano in stato di povertà spesso rinunciano ad almeno una prestazione sanitaria. Si rinuncia soprattutto a cure dentistiche,  oculistiche, cure specialistiche in genere e ai farmaci.

Le ragioni dello scivolamento sotto la soglia di povertà sono molteplici ed acuite dal perdurare della crisi economica.

In questo periodo di congiuntura, infatti, per molte categorie di persone è aumentata la possibilità di perdere il lavoro a tempo indeterminato e, per quanto riguarda i giovani, sono drasticamente diminuite le opportunità di trovare una stabilità professionale.

Le famiglie sono sempre meno in grado di affrontare le spese mediche (a cominciare da quelle non riconducibili in via ordinaria al Servizio Sanitario Nazionale), le spese legate all’assistenza e alla cura dei minori, dei soggetti diversamente abili e degli anziani non autosufficienti.

Purtroppo è da rilevare come anche le spese funerarie spesso costituiscano un fardello cui è difficile far fronte.

Sono poi in costante aumento tutte quelle forme di indebitamento legate a rateizzazioni per l’acquisto di beni spesso necessari e imprescindibili (tra cui gli alimenti), o a rinegoziazioni di rate di finanziamenti in genere, con aggravi rilevanti sugli stipendi.

A tutto ciò si aggiunge il non facile rapporto con il sistema bancario, sempre meno propenso a sostenere singoli e famiglie in difficoltà.

Con il presente Progetto di Legge si intende quindi istituire un fondo di garanzia per l’accesso al credito da parte delle famiglie e delle persone che versano in stato di difficoltà. Il fondo di garanzia verrà alimentato da uno stanziamento iniziale della Regione pari a un milione di euro, nonché da stanziamenti operati da enti locali e da stanziamenti operati da istituzioni e fondazioni bancarie.

Il Progetto di Legge fissa soglie di reddito diversificate per i singoli e per i nuclei familiari al fine di accedere al fondo di garanzia, e prevede che la Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, definisca, entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, le tipologia delle spese ammesse e le modalità di concessione della garanzia.

Attraverso tale fondo di garanzia, molte persone potranno così avere la possibilità di accedere al credito con maggiore facilità e a  condizioni di mercato più favorevoli.
                                                                                                                                                                                                       

ISTITUZIONE DI UN FONDO DI GARANZIA PER LE PERSONE E LE FAMIGLIE IN STATO DI POVERTA’

 

Art. 1 –Istituzione del Fondo di garanzia

1. La Regione del Veneto sostiene le famiglie e le persone che versano in particolari condizioni di povertà, favorendo l’accesso al credito finalizzato ai bisogni primari dei singoli e delle famiglie, attraverso la istituzione di un fondo di garanzia, di seguito chiamato Fondo.

2. Il Fondo di cui al comma 1 è destinato alla garanzia dei finanziamenti per le  persone aventi una soglia di reddito ISEE inferiore ai quindicimila euro, e per i nuclei familiari aventi un reddito ISEE inferiore ai trentacinquemila euro. 

 

Art. 2 – Modalità di concessione della garanzia

1. Il Fondo copre il 60 per cento del totale valore della richiesta di finanziamento che non può superare il valore unitario di quindicimila euro nel caso di persone singole e  trentamila euro nel caso di nuclei familiari, per la durata di cinque anni. Per le famiglie numerose sono definite con la deliberazione di cui all’articolo 3  soglie più elevate e diversificate in relazione al numero dei componenti.

2. La garanzia è ammessa per i finanziamenti relativi alle spese sanitarie non coperte dal servizio sanitario regionale, per la rinegoziazione di rate di finanziamenti in essere, per le spese funerarie, per le spese finalizzate all’istruzione dei figli, per le spese di cura per la prima infanzia, per le spese di cura per anziani autosufficienti o non autosufficienti e per altre  spese analoghe individuate dalla deliberazione di cui all’articolo 3.

Art. 3 – Disposizioni attuative

1. La Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare definisce, entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, sulla base di quanto previsto dall’articolo 2, le tipologie delle spese ammesse, le modalità di concessione della garanzia e le soglie di finanziamento più elevate per le famiglie numerose.

Art. 4 – Dotazione del Fondo.

1.      Il Fondo è alimentato:

a) da uno stanziamento iniziale della Regione pari ad un milione;

b) da stanziamenti operati da enti locali;

c) da stanziamenti operati da istituti e fondazioni bancarie.

Art. 5 – Norma finanziaria

1. Agli oneri derivanti dall’attuazione del presente articolo, quantificati in euro 1.000.000,00 per l’esercizio finanziario 2011, si fa fronte, utilizzando le risorse allocate nell’upb U0148 del bilancio di previsione 2011.

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