Ordine del giorno: No a centrali nucleari in Veneto

Ordine del giorno presentato il 3 febbraio 2011 dai Consiglieri Puppato, Tiozzo, Azzalin, Berlato Sella, Bonfante, Bortoli, Causin, Fasoli, Fracasso, […]

Ordine del giorno presentato il 3 febbraio 2011 dai Consiglieri Puppato, Tiozzo, Azzalin, Berlato Sella, Bonfante, Bortoli, Causin, Fasoli, Fracasso, Pigozzo, Reolon, Ruzzante e Sinigaglia 

IL CONSIGLIO REGIONALE

Premesso che:

-          la Corte Costituzionale, con sentenza  n. 33 del 26 gennaio 2011 ha sancito che, in ordine al rilascio dell’autorizzazione unica per la costruzione e l’esercizio degli impianti nucleari, la Regione interessata, anteriormente all’intesa con la Conferenza unificata, esprima il proprio parere;

-          secondo quanto riportato dalla stampa locale il 3 febbraio 2011, il presidente della Giunta regionale, Luca Zaia, ha dichiarato che “il Veneto non costruirà impianti nucleari perché il completamento della centrale di Porto Tolle ci garantisce l’autosufficienza energetica. Inoltre nella nostra regione non sussistono i requisiti di morfologia del territorio e densità demografica previsti dalla legge”; ha inoltre aggiunto: “in campagna elettorale ho dichiarato  che il Veneto non avrebbe costruito centrali nucleari e oggi ribadisco questa decisione.”.

Ricordato che:

-          con la legge n. 99/2009 e il relativo decreto attuativo recante “disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”, il Parlamento ha votato il ritorno all’energia nucleare a oltre vent’anni di distanza dallo storico referendum popolare che determinò l’abbandono in Italia di tale tecnologia.

Considerato che:

-          il nucleare non ci libera dalla dipendenza energetica dall’estero. Il nostro Paese è infatti sprovvisto di riserve d’uranio nel proprio sottosuolo e questo risulta l’unico combustibile utilizzabile per gli impianti nucleari, anzi il 90 per cento dello stesso è prodotto in soli una decina di Stati  nel mondo, tra i quali il Congo e il Sudafrica. Il costo dell’uranio ha inoltre subito recentemente fortissimi aumenti passando dai 7 $/libbra del 2001 ai 137 $/libbra del 2008;

-          attualmente le riserve di uranio – calcolate dall’Unione europea – sono tali da permettere l’alimentazione dell’attuale parco mondiale consistente in 443 centrali funzionanti per circa cinquanta/sessanta anni, produzione che soddisfa solo il 5,8 per cento del fabbisogno energetico dell’intero pianeta;

-          non esiste il nucleare sicuro e pulito: i reattori di IV generazione sono infatti ancora un’ipotesi lontana, si calcola non meno di venticinque anni, intanto il Governo vuole costruire centrali di III generazione che non hanno risolto il problema della sicurezza:  decine sono stati gli incidenti gravi e  gravissimi nel dopo Chernobyl, né hanno trovato soluzione il corretto smaltimento delle  scorie, né il tema dello smaltimento del materiale degli impianti da demolire perché vetusti, che restano radioattivi per migliaia di anni;

-          l’ipotesi di costruire una centrale nucleare in Veneto, avanzata più volte nei mesi scorsi, è impraticabile anche in considerazione di alcune notevoli criticità. In primo luogo, il rischio sismico. In secondo luogo, la forte antropizzazione del territorio, ovvero la presenza di insediamenti abitativi diffusi, che rendono impossibile collocare un impianto nucleare rispettando la distanza dai centri abitati solitamente indicata per garantire i livelli minimi di sicurezza. Ed infine, la presenza di una centrale nucleare potrebbe avere conseguenze negative sull’economia – anche turistica – del Veneto.

Tutto ciò premesso e  considerato,

impegna la Giunta regionale

-          a ribadire in tutte le sedi istituzionali in cui la Regione sarà chiamata a esprimere il proprio parere, la contrarietà del Veneto all’installazione nel proprio territorio di impianti nucleari, coerentemente con quanto pubblicamente dichiarato dal presidente Luca Zaia.

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