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Migranti, Grave disobbedienza veneta, Alfano richiami Zaia & co a doveri

Il VENETO NON PUÒ AVERE LA SINDROME DI NIMBY SUI PROFUGHI. Interrogazione della senatrice del Pd al titolare del dicastero dell’Interno, sottoscritta dai senatori Gianpiero Dalla Zuanna, Rosanna Filippin, Giorgio Santini, Giuseppe Salvatore Cucca, Pasquale Sollo, Gianluca Rossi, Roberto Ruta, Donatella Albano, Stefania Pezzopane, Vincenzo Cuomo, Francesco Scalia, Mario Morgoni, Josefa Idem, Nerina Dirindin, Massimo Caleo.

Sulla vicenda dei migranti in Veneto stanno accadendo fatti molto gravi. Il governatore Luca Zaia e, a cascata, il segretario regionale e alcuni sindaci del Carroccio stanno mettendo i bastoni tra le ruote dello Stato, nell’organizzazione dell’accoglienza. Per questo chiedo al ministro dell’Interno Angelino Alfano, con un’interrogazione ad hoc, di richiamare tutti questi rappresentanti delle istituzioni ai loro doveri di leale collaborazione in materia di accoglienza e di ripartizione dei migranti sul territorio nazionale. Se Luca Zaia vuole remare sempre contro il governo è libero di farlo, ma si dimetta da governatore, torni a fare il dirigente di partito e contenda la leadership della Lega a Salvini.

Su questa vicenda dei migranti la Lega Nord sta agendo nella mia regione in modo vergognoso. Il segretario regionale Da Re, che è stato anche primo cittadino di Vittorio Veneto, ha pubblicamente invitato tutti i sindaci del Carroccio a boicottare l’iniziativa del prefetto Laura Lega, che aveva convocato i 95 sindaci della provincia per cercare di organizzare nel trevigiano l’ospitalità per 1500-2000 richiedenti asilo. Ben 38 sindaci hanno disertato la riunione, venendo meno ai loro obblighi. Questo comporta il rischio di concentrazione dei migranti, contro la quale poi i leghisti si scagliano. È chiaro che il comportamento del governatore Zaia, che ha ripetutamente rifiutato di collaborare nell’accogliere altri richiedenti asilo sul territorio veneto, quello del segretario regionale della Lega e quello di questi sindaci contravviene all’articolo 120 della Costituzione, che dispone la leale collaborazione tra le istituzioni italiane. È per questo che è necessario un intervento diretto del governo e in particolare del ministro dell’Interno Alfano.

Io stessa, sono la prima a dire NO alle concentrazioni di profughi, che possono dar vita a situazioni di insicurezza e pericolo, perché difficilissime da gestire, ma non ci si può fermare a questo NO, bisogna proporre soluzioni alternative che sono il SÌ risolutivo, ovvero l’accoglienza diffusa, pochi richiedenti asilo in ogni comune non implica alcun danno per le comunità residenti ma anzi produce valore aggiunto, collaborazione gratuita e occupazione. Bene fanno ora, poco a poco, quei sindaci, anche leghisti e di centrodestra, che assumono questa responsabilità nel dire ‘Si fa, ci compete’. Ricordo quando, nel 2002 a Montebelluna, in un caso diverso ma per molti aspetti analogo, impedii la costruzione dell’inceneritore, non limitandomi a dire di no, ma adottando un programma lungimirante di raccolta differenziata, risolvendo non affermando solo con la sindrome di Nimby, ‘non nel mio giardino’. Ecco, il Veneto non merita una classe dirigente che non vuole impegnarsi, ci sono sempre diversi modi per vedere un problema, basta cambiare angolazione.

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