Titolo V

La riforma del Titolo V non cancelli le autonomie

“Ogni riforma del Titolo V della Costituzione non può prescindere dalla considerazione dell’importanza delle autonomie regionali, secondo i principi di […]

“Ogni riforma del Titolo V della Costituzione non può prescindere dalla considerazione dell’importanza delle autonomie regionali, secondo i principi di sussidiarietà e solidarietà nazionale” così Laura Puppato, dopo la direzione del Partito Democratico del 28 marzo “Serve una separazione più netta tra competenze di Stato e Regioni, ma senza rinunciare ad una certa flessibilità e alla possibilità di ampliare le autonomie degli enti locali. Sono questi, infatti, a conoscere meglio il territorio e devono avere gli strumenti adatti per intervenire nel modo migliore”. “Nel federalismo asimmetrico attuale, territori molto simili sono governati da legislazioni differenti, è il caso della provincia di Belluno e di quelle di Bolzano e Trento dal punto di vista morfologico o di Venezia, Padova e Treviso nei confronti di Udine e Pordenone, provincie molto simili economicamente” continua la senatrice “senza tener conto delle disparità di spesa enormi tra regioni del centro-nord e del sud”. “Le regioni finora sono state governate spesso male, ma non per questo possiamo rinunciare all’istituto regionale, dovremmo invece rinunciare a chi le ha così mal governate, il caso Calabria insegna. Le Regioni vanno trasformate in enti efficienti, capaci di rispondere alle necessità del territorio gestito e dei cittadini, specie ora che la richiesta di autonomia è molto forte,  in particolare in Veneto, sentimento che rischia di espandersi ad altri territori. Il PD veneto ha da tempo intrapreso la strada verso un maggiore e più chiaro equilibrio  dei rapporti Stato-Regioni e c’è da sperare che, anche a livello nazionale, si arrivi presto a considerare questa l’unica via per tenere unito il tessuto sociale italiano, aiutando chi ne ha bisogno, ma fornendo maggiori strumenti a chi è in grado di crescere e dare ricchezza a tutto il Paese” ha concluso.

Roma, 29 marzo 2014

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