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Interruzione di gravidanza. Laura Puppato: nessuna associazione nelle strutture ospedaliere del Veneto, manca il regolamento

“La legge è chiara: in nessuna Ulss del Veneto si può procedere ad alcuna convenzione per far entrare nei reparti […]

“La legge è chiara: in nessuna Ulss del Veneto si può procedere ad alcuna convenzione per far entrare nei reparti qualunque associazione compreso il Movimento per la Vita. Ho sentito Leonardo Padrin, presidente della commissione Sanità: concorda con me che è stato stravolto il senso della legge con queste fughe in avanti di due Ulss in Veneto e mi ha assicurato che giovedì farà giungere alla Giunta Zaia una lettera per la immediata attivazione del regolamento mancante. Nel frattempo ogni autonoma operatività messa in campo nelle Ulss del Veneto o in altre strutture sanitarie deve essere ritenuta nulla”. Così Laura Puppato, senatrice del Partito Democratico, interviene in merito alla convenzione che autorizza i volontari del Movimento per la vita ad aprire uno sportello di ascolto nel polo ospedaliero di Piove di Sacco.

“Il governo regionale del Veneto è chiaramente inadempiente. All’art. 1 comma 2 si prevede infatti che “la Giunta regionale, sentita la commissione consiliare competente in materia socio-sanitaria, entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, individua con regolamento le modalità di diffusione e di divulgazione da parte delle associazioni di volontariato, iscritte nell’albo regionale o riconosciute a livello nazionale”. Questo, a un anno di distanza, non è stato fatto. Manca il regolamento che deve individuare le modalità di diffusione e divulgazione nel pieno rispetto della privacy e trattandosi di luoghi sensibili vieta a chiunque, e tanto più a rappresentanti di qualunque associazione, di venire a contatto con pazienti direttamente negli ospedali. Non ho intenzione di tacere su questi evidenti abusi, o meglio provocazioni, che approfittano di una norma che ha tutt’altri scopi e che procedono in modo tanto offensivo nei confronti delle donne quanto illecito dal punto di vista legislativo.

Dispiace, infine, che questa legge sia associata in maniera strumentale alla mia persona, quando invece – è agli atti – mi sono ampiamente adoperata in Consiglio regionale affinché non venisse approvato il testo originario, ovvero la versione della proposta di legge di iniziativa popolare fortemente sostenuta dalla Federazione dei Movimenti per Vita. Ritenendo alla fine, con soli 6 voti contrari, che questa norma attentamente predisposta, fosse utile a chiarire definitivamente come e quando possano le varie associazioni fare opera di corretta e rispettosa divulgazione delle proprie informazioni”.

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