Interrogazione sull’Accordo di programma in Comune di Vedelago: uno sfregio al territorio e un vantaggio per pochi?

Venezia, 8 luglio 2011  Uno sfregio insopportabile per il territorio di Vedelago. L’Accordo di programma per la riqualificazione territoriale dell’area […]

Venezia, 8 luglio 2011 

Uno sfregio insopportabile per il territorio di Vedelago. L’Accordo di programma per la riqualificazione territoriale dell’area pedemontana tra Castelfranco e Montebelluna approvato dalla Giunta comunale di Vedelago nel maggio del 2010 presenta alcuni punti poco chiari e si presta a numerose e fondate critiche. La realizzazione di una nuova viabilità ordinaria per il traffico pesante generato dalle attività di cava previste dal PRAC, di un nuovo tracciato stradale locale extraurbano a est di Barcon e di un nuovo casello di accesso alla futura strada Pedemontana sono opere che saranno possibili solo grazie alla compartecipazione di soggetti privati, la Ditta Colomberotto Spa e la Ditta Rotocart Spa. Ma queste aziende in cambio potranno beneficiare della trasformazione di una vasta area da agricola in industriale per insediare o ampliare le loro attività. Solo la superficie coperta interesserà un’area di quasi 17 ettari, in pratica come 25 campi da calcio: un consumo di territorio rurale ancora integro, che risulta del tutto ingiustificato e che rappresenta un vantaggio enorme per pochi privati e per i cavatori che potranno scavare circa 2 milioni metri cubi di ghiaia.

Un’operazione che non convince per nulla Laura Puppato, capogruppo regionale del Partito Democratico, che con un’interrogazione alla Giunta Zaia e all’assessore all’Ambiente Maurizio Conte, chiede se tale accordo di programma non sia in contrasto con il PAT di Vedelago (adottato ma non ancora approvato) e con il PTCP provinciale; se verrà o meno realizzato il casello autostradale di Barcon della Pedemontana Veneta; il reale volume delle escavazioni previste nell’area interessata dall’Accordo di programma; se le attività previste, quella agroalimentare (Colomberotto SpA) e quella industriale (Rotocart SpA), siano compatibili o meno con la normativa vigente in materia ambientale e sanitaria. Infine Laura Puppato nella sua interrogazione chiede di conoscere quale sarà la reale ricaduta occupazionale delle attività previste nell’area interessata dall’Accordo di programma: un punto non secondario sul quale occorre fare chiarezza e che non può essere utilizzato come forma di ricatto o come pretesto per giustificare operazioni di questo tipo.

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