Interrogazione. Patto di stabilità verticale: perché i comuni veneti non sono stati informati?

Interrogazione a risposta immediata presentata il 6 ottobre 2011 dai consiglieri Laura PUPPATO, Lucio TIOZZO, Graziano AZZALIN, Franco BONFANTE, Mauro […]

Interrogazione a risposta immediata presentata il 6 ottobre 2011 dai consiglieri Laura PUPPATO, Lucio TIOZZO, Graziano AZZALIN, Franco BONFANTE, Mauro BORTOLI, Roberto FASOLI, Stefano FRACASSO, Bruno PIGOZZO, Sergio REOLON, Piero RUZZANTE, Claudio SINIGAGLIA

Premesso che:

- il 30 settembre 2011, nel corso del convegno dell’Associazione Nazionale dei Comuni (ANCI), organizzato a Palazzo dei Trecento a Treviso su “Nuova autonomia locale tra federalismo fiscale e rapporti con i cittadini” l’Assessore regionale al Bilancio Roberto Ciambetti ha annunciato di essere riuscito a “sbloccare ” 35 milioni” di euro (forse di più) da destinare alle Amministrazioni locali che, a causa del patto di stabilità, non possono disporre delle risorse per realizzare opere e garantire servizi, molto spesso vitali per la qualità della vita della loro comunità;

- l’operazione si è resa possibile grazie a un meccanismo inserito nell’ultimo decreto “milleproproghe” (D.L. 29 Dicembre 2010, n. 225, convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, L. 26 Febbraio 2011, n. 10) che consente alle regioni che abbiano risparmiato sulla spesa corrente di cedere le risorse accumulate ai comuni in difficoltà. Tale procedura, in altre parole, consente alle regioni di autorizzare un peggioramento del saldo programmatico degli enti locali del proprio territorio attraverso l’aumento dei pagamenti in conto capitale, compensandolo con una riduzione di pari importo dell’obiettivo regionale di cassa o di competenza;

-  i Comuni dovevano dichiarare all’ANCI, all’UPI e alle Regioni  entro  il 15 settembre l’entità dei pagamenti da effettuare entro l’anno;

- risulta che 94 Amministrazioni comunali del Veneto abbiano presentato la succitata dichiarazione entro il termine prescritto;

- entro la fine  del mese di ottobre la Regione Veneto dovrà concordare  con l’ANCI i criteri di ammissione ai benefici e al riparto.

Considerato che:

- da alcune informazioni fornite dall’ANCI i comuni che si trovano in difficoltà per il rispetto dei parametri del patto di stabilità sono circa 200;

- la Regione Veneto non ha informato i Comuni sopra i 5000 abitanti (268)  del termine di scadenza (15 settembre)  entro il quale potevano accedere ai benefici del patto di stabilità verticale, nonché sulle modalità relative alla dichiarazione di cui all’art. 1, comma 140 della L. 220/2010 (legge di stabilità);

Tenuto conto che

- i comuni di grandi e medie dimensioni sono maggiormente dotati di strutture e competenze che consentono loro di essere aggiornati sulle opportunità  di legge, a differenza di quelli piccoli che incontrano maggiori difficoltà ad essere informati, a maggior ragione se non arriva loro una comunicazione esplicita da parte della  Regione;

- che era preciso dovere della Giunta Regionale e dell’Assessore al Bilancio informare le Amministrazioni comunali sull’opportunità sopra citata secondo lo spirito di leale collaborazione e informazione che deve contraddistinguere i rapporti tra la Regione e gli Enti Locali;

Tutto ciò premesso e considerato i  sottoscritti Consiglieri Regionali

interrogano la Giunta regionale e l’Assessore regionale al Bilancio per sapere

- quanti e quali sono i Comuni  veneti che hanno presentato, entro il 15 settembre,  la dichiarazione,  ai sensi all’art. 1 comma 140 della L. 220/2010 (legge di stabilità)  e successive modifiche;

- per quali ragioni non sia stata data una puntuale e corretta informazione alle Amministrazioni comunali sulla possibilità di accedere ai benefici del patto di stabilità verticale;

- quali saranno i criteri di ripartizione del fondo tra i Comuni che ne hanno fatto richiesta;

- quali strumenti, oltre il patto di stabilità regionale, intende adottare per sostenere i Comuni in difficoltà che non potranno accedere al fondo di ripartizione  sopraindicato;

- se non sia possibile valutare – trattandosi di risorse messe a disposizione dalla Regione Veneto a sostegno dei comuni una riapertura dei termini con scadenza al 31 ottobre 2011.

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