Interrogazione del PD regionale sul futuro dell’Istituto Gris di Mogliano: dismissione o risanamento?

Venezia, 29 giugno 2011  L’annosa vicenda dell’Istituto Gris di Mogliano Veneto e la sua situazione finanziaria rappresentano una fonte di […]

Venezia, 29 giugno 2011 

L’annosa vicenda dell’Istituto Gris di Mogliano Veneto e la sua situazione finanziaria rappresentano una fonte di preoccupazione sopratutto gli ospiti, le loro famiglie e i lavoratori. Nei mesi scorsi si è appresa la decisione dell’Assessore regionale ai Servizi Sociali di mettere in vendita la casa di riposo per sanare il debito di 23 milioni di euro che l’Istituto si sta trascinando da anni. Un pesante passivo dovuto prevalentemente alla rette pregresse a carico degli enti (ULSS, Comuni, Province, Regioni).

Dal momento che il Gris costituisce una risorsa da proteggere nella rete di servizi per la comunità, che i suoi ospiti devono essere tutelati e che ogni processo di riorganizzazione non può prescindere dal diritto all’assistenza appropriata, corrispondente ai bisogni delle persone, Laura Puppato, capogruppo del Partito Democratico e i consiglieri PD della V commissione in Regione Veneto, Claudio Sinigaglia, Bruno Pigozzo, Sergio Reolon e Stefano Fracasso, hanno presentato un’interrogazione  alla Giunta regionale e all’Assessore ai Servizi Sociali per conoscere la reale situazione dell’Istituto. In particolare si chiede l’esatto ammontare del debito del Gris e il quadro finanziario generale; quale sia il progetto-programma di risanamento dell’Istituto; quali progetti la Giunta regionale intenda mettere in campo per salvaguardare il futuro dell’Istituto stesso, vista la difficilissima situazione finanziaria dell’ente; l’esistenza o meno di accordi con enti o con privati per l’alienazione di parte del suo patrimonio immobiliare; se sia in atto e quale sia il programma di dimissioni o trasferimento degli ospiti; quanti e quali ospiti sono stati già trasferiti; le modalità operative seguite per l’accertamento della appropriatezza del trasferimento; quali interventi si intende intraprendere per tutelare gli ospiti e il loro diritto all’assistenza nonché la professionalità e il massimo livello  occupazionale dei dipendenti dell’IPAB; come mai la nuova ala del centro servizi per anziani nell’area di Via Tommasini inaugurata il 26 febbraio scorso, una struttura costata 2,5 milioni di euro, sia ancora chiusa.

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