Biomasse

Impianto a biomasse di Pederobba (TV): “Senza chiara norma regionale no a salto nel vuoto. Sospendere autorizzazione”

“In assenza di un preciso Piano energetico regionale va sospesa l’autorizzazione all’impianto Gasrom di Pederobba”. Con questa richiesta la capogruppo […]

“In assenza di un preciso Piano energetico regionale va sospesa l’autorizzazione all’impianto Gasrom di Pederobba”. Con questa richiesta la capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Laura Puppato, ha presentato alla Giunta un’interrogazione, alla luce del parere favorevole, espresso dalla Commissione Tecnica Regionale Ambiente, lo scorso 14 giugno, alla realizzazione di un impianto a biomasse a Pederobba.

“Una decisione a quanto pare non all’unanimità, che avrà inevitabili, pesanti ricadute su un territorio già fortemente aggredito da altri impianti pericolosi e inquinanti. Ritengo opportuno, e su questo ho voluto incalzare la Giunta sull’ipotesi che in sede di Conferenza dei servizi decisoria venga sospeso l’iter. Soprattutto chiedo al governo veneto di dire come intenda muoversi per adottare precisi vincoli al proliferare sul territorio veneto di impianti a biomasse, come quello di Pederobba”.

“Ricordo a questo proposito – conclude Puppato – che non solo è assente un Piano energetico organico ma che la Regione è tenuta per legge all’aggiornamento del Piano di tutela e risanamento dell’atmosfera. Tutti passaggi in assenza dei quali il via libera all’autorizzazione di Pederobba, peraltro piena di zone d’ombra – a partire dall’incompletezza della documentazione sul piano di approvvigionamento delle materie combustibili indispensabile per la classificazione dell’attività in ordine alla tipologia della fonte rinnovabile e il sistema di riduzione e contenimento delle polveri – diventa davvero un pericoloso salto nel vuoto per la popolazione e l’ambiente”.

2 commenti

  1. enzucciu scrive:

    Ma a venezia si rendono conto che se autorizzassero tutte el centrali a biomasse per le quali è stata richiesta l’autorizzazione, non basterebbe tutto il territorio veneto per produrre il materiale da bruciare e(o digerire. Senza contare l’impressionante aumento del tasso d’inquinamento per le polveri emesse dagli impianti e dalle migliaia di camion/trattori necessari per trasporter il materiale. E le cneri dove le mettiamo? si tratta di rifiuti speciali da smaltire in impianti speciali

  2. Roberto Zanin scrive:

    Nel territorio del Mandamento di Portogruaro,tra avviati, in corso di costruzione, ed approvati ne abbiamo oltre il 10 per cento di tutti gli impianti del Veneto. La popolazione degli undici Comuni e di circa 96.000 abitanti su un territorio, sebbene in gran parte agricolo(fortunatamente)non certo in grado di soddisfare l’approvigionamento di tutti questi impianti che utilizzano le più ‘disparate’ biomasse. Nonostante ricorsi al Tar e Consiglio di Stato nulla si è fermato. Non sono conrario a questi impianti ma vorrei capire perche’ tana concentrazione in un territorio cosi’ ristretto. La programmazione Regionale è inesistente e finora è stata lasciata mano libera ad imprenditori che lecitamente hanno fatto richiesta di produrre energia elettrica in tale modo.Quanto prima per lo meno, credo siano da indicare da parte della Regione quei territori ove non sia possibile installare impianti di tale specie. E che siano ‘veri’ impianti funzionanti con ‘biomasse’ di produzione locale e non, magari, importate dall’Estero. Qui abbiamo già dato!!!!!!

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