Biomasse

Impianto a biomasse di Chiarano (TV): “Il costo è insostenibile”

“Il costo per la realizzazione dell’impianto a biomasse di Chiarano è davvero sostenibile? L’investimento complessivo è ammortizzabile e compatibile con […]

“Il costo per la realizzazione dell’impianto a biomasse di Chiarano è davvero sostenibile? L’investimento complessivo è ammortizzabile e compatibile con le risorse del Comune e con la sua capacità d’indebitamento?”.

Le domande le pone la capogruppo del PD in consiglio regionale, Laura Puppato, attraverso la presentazione di un’interrogazione rivolta alla Giunta. L’esponente democratica mette la lente d’ingrandimento sull’opera, la cui realizzazione è stata approvata lo scorso ottobre dall’amministrazione locale del trevigiano.

“Si tratta di un intervento dal costo di oltre 6 milioni di euro – scrive Puppato. Le risorse a disposizione del Comune ammontano a 814 mila euro, mentre il costo rimanente, al netto del contributo, sarà coperto da un mutuo di 3 milioni di euro. A questo va aggiunto che (con decreto del dirigente regionale dell’Unità Progetto Energia n. 4 del 17 aprile 2012) la domanda è stata ammessa a contributo regionale per un totale di 2.2 milioni.

Puppato evidenzia come “l’intervento prevede la posa di 5.600 metri di tubi coibentati per consentire alla rete di teleriscaldamento di raggiungere sei edifici pubblici, tre dei quali beneficiano già di impianto di riscaldamento geotermico”. E solleva un problema: “Via Chiusurata non è transitabile da mezzi con peso maggiore di 18 tonnellate. Bisogna tener presente che per trasportare 5000 tonnellate di cippato l’anno servono almeno 300-350 autotreni, concentrati presumibilmente in 4 mesi l’anno, a causa della difficoltà di assicurare per un periodo continuato le biomasse combustibili necessarie”.

Infine chiede alla Giunta “per quale motivo il contributo regionale risulta così elevato a fronte di un punteggio medio ottenuto in graduatoria (48 punti)” e “se intenda attivarsi, in assenza di un Piano energetico regionale, affinché siano adottati precisi vincoli al proliferare di impianti a biomasse che non possiedono un adeguato approvvigionamento di materie combustibili e che stanno provocando una speculazione sui prezzi dei terreni agricoli”.

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