Immigrazione. Dichiarazioni Zaia su uscita Italia da UE: “Delirio. Grave danno per le nostre imprese”

Venezia, 12 aprile 2011 “Più che di onnipotenza, potrebbe trattarsi di un delirio di ‘deficienza politica’ . Si tratta infatti […]

Venezia, 12 aprile 2011

“Più che di onnipotenza, potrebbe trattarsi di un delirio di ‘deficienza politica’ .

Si tratta infatti della reazione convulsa e inaccettabile nei toni di chi, per la prima volta, si rende conto che non basterà più la propaganda per sanare le evidenti inefficienze proprie e del governo nazionale in materia di immigrazione.

L’uscita dell’Italia dall’Europa sarebbe una sciagura che porterebbe il nostro Paese ad un inesorabile declino”.

Questo il primo commento della capogruppo del PD in Consiglio regionale, Laura Puppato, alle dichiarazioni odierne del presidente del Veneto Luca Zaia, secondo il quale ‘bisogna dare un segnale importante alla Francia e all’Europa, valutando seriamente la possibilità di uscire, da Stato fondatore, dall’Unione Europea’.

“Le parole di Zaia, compresi i suoi inviti al boicottaggio dei prodotti francesi, espongono in primo luogo le nostre imprese venete, che vivono di esportazioni e ragionano in una logica di globalizzazione, al rischio di essere a loro volta oggetto di boicottaggi. Se il prosecco domina i mercati internazionali non è certo per merito del presidente del Veneto ma grazie alle qualità dei nostri prodotti agricoli, in particolare il vino, e alla capacità dei nostri imprenditori di muoversi sui mercati internazionali”.

“Siamo di fronte alla pagina più nera dall’inizio del governo Zaia, che in nome della necessità di coprire i paurosi vuoti di governo, non ci pensa un attimo a sparare ad alzo zero. Dica piuttosto che l’Italia non ha fino ad oggi assunto le direttive europee in materia di immigrazione, a partire da quelle che ci avrebbero consentito di affrontare con maggiore serenità i flussi in arrivo dalla Tunisia. E dica – conclude Puppato – che questo governo non ha mosso un dito non attivandosi correttamente, tempestivamente ed adeguatamente nel chiedere gli aiuti dall’Europa come nel non saper mettere preventivamente sul tavolo proposte e strategie per un allargamento delle competenze dell’Ue rispetto alle politiche negli e per gli Stati Membri. Altrimenti, almeno, taccia, evitando al Veneto un danno economico e di immagine pesantissimo”.

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