Donne: Pd, aumentano le violenze in Veneto e calano le risorse per la prevenzione

Solo nel mese di marzo le cronache hanno evidenziato 12 episodi in Veneto di violenza contro le donne: dal palpeggiamento […]

Solo nel mese di marzo le cronache hanno evidenziato 12 episodi in Veneto di violenza contro le donne: dal palpeggiamento allo stupro, dall’aggressione in casa al brutale omicidio. Lo segnalano i consiglieri regionali del Partito Democratico che, con una mozione e un progetto di iniziativa legislativa, denunciano il drastico ridimensionamento di risorse pubbliche destinate ai servizi di prevenzione e sollecitano l’intervento urgente della Regione per contenere i crescenti casi di violenza all’interno delle mura domestiche. “Negli ultimi tre anni in Veneto i casi di omicidio e tentato omicidio in ambito domestico in Veneto sono stati 84, con un totale di 92 vittime – segnala Laura Puppato, capogruppo del Pd – il tasso di violenza domestica contro le donne in Veneto risulta addirittura superiore alle altre regioni. I dati raccolti dall’Osservatorio  Nazionale Violenza Domestica (ONVD) nel periodo 2009-2011 evidenziano, inoltre, che gli episodi di violenza sono in aumento nell’ultimo anno, si verificano soprattutto nei centri di provincia (nel 73 per cento dei casi) e, per l’80 per cento, sono causati da aggressori di nazionalità italiana. Inevitabile collegare la recrudescenza delle violenze di genere alle tensioni e allo sfaldamento delle relazioni interpersonali generate dalla crisi economica. Ne è conferma il dato che quasi le metà dei casi di omicidio o tentato omicidio sono riconducibili a forme di disagio psichico e problemi di salute mentale”. A fronte di questa ‘escalation’ di violenza contro le donne – denuncia il gruppo del Pd – la Regione Veneto continua invece a tagliare fondi e risorse per le politiche familiari, gli interventi di prevenzione, i consultori e i servizi di “prossimità”. “Il bilancio regionale 2012 presentato dalla Giunta – ricorda Piero Ruzzante, vicepresidente della commissione Bilancio – aveva azzerato tutti gli stanziamenti per la prevenzione, i centri antiviolenza e le case-alloggio, per i consultori privati e le politiche di sostegno alla famiglia. Solo grazie all’azione emendativa del Pd e delle opposizioni siamo riusciti a recuperare per l’esercizio in corso 900 mila euro per sostenere iniziative di prevenzione, per le pari opportunità e per il sostegno degli sportelli e dei centri di accoglienza e delle case rifugio per le vittime di violenza. Ma si tratta di fondi ancora insufficienti”. Da qui la doppia azione del Pd: con una mozione, presto all’attenzione dell’aula consiliare, sollecita la Giunta a “prevedere con urgenza adeguati finanziamenti ai consultori e ai comuni al fine di affrontare con decisione il nuovo fenomeno sociale” delle violenze in famiglia e “a mettere in atto con tempestività tutte le iniziative atte a contenere il fenomeno della violenza tra le mura domestiche, in particolare riferita alle donne, attivando adeguati servizi dedicati all’ascolto e all’orientamento delle famiglie colpite dalla crisi economica”. Contemporaneamente i consiglieri del Pd sono al lavoro per elaborare una proposta di “legge quadro” contro la violenza di genere. “Quasi tutte le altre Regioni italiane si sono dotate di norme per affrontare questo problema emergente – spiega Ruzzante – Il Veneto è in ritardo anche in questo. Stiamo predisponendo un testo di legge, che ci auguriamo sia bipartisan e abbia un percorso il più unitario possibile, per individuare interventi e risorse a sostegno della rete dei servizi e per contrastare le violenze di genere, mettendo in sinergia le azioni di Regione, enti locali, istituzioni pubbliche ed enti privati”. Sono i comuni, infatti, perno essenziale della rete dei servizi di prossimità, e i consultori – sottolinea Bruno Pigozzo, componente della commissione Sanità e sociale – gli enti più penalizzati attualmente dal taglio dei fondi statali per le politiche familiari (meno 4 milioni rispetto ai 12,7 assegnati al Veneto nel 2011) e dal contestuale azzeramento dei cofinanziamenti regionali per politiche e progetti a valenza sociale.

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