Amianto

Discarica amianto a Paese (TV): “Ora basta! Stop ad autorizzazione. Chi acconsente è connivente”

“I cittadini di Paese da anni convivono con 29 cave e 13 discariche e si sono espressi più volte contro […]

“I cittadini di Paese da anni convivono con 29 cave e 13 discariche e si sono espressi più volte contro un ulteriore arrivo di rifiuti di amianto nel proprio Comune, che da questo punto di vista risulta di gran lunga il più penalizzato della provincia di Treviso. Ci sono tutte le evidenze e le condizioni affinché l’iter autorizzativo venga bloccato”. Questa la presa di posizione della capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Laura Puppato, che sul tema ha presentato un’interrogazione rivolta alla Giunta.

“Già nel marzo del 2007 il precedente conferimento di amianto nella discarica ‘Terra’ è stato dichiarato illegale. Mi chiedo a cosa sia servito che la precedente amministrazione abbia vinto tutti i ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, se le circa 80 mila tonnellate di amianto presenti non sono mai state asportate e se ora, in barba a tutte le sentenze e le direttive europee, si consente questo nuovo scempio”.

L’esponente democratica parla del pericolo rappresentato da “almeno 460 mila metri cubi di nuovi rifiuti contenenti le pericolosissime fibre che se respirate sono causa del temibile mesotelioma pleurico. Questo secondo il progetto di riclassificazione della discarica per inerti Terra, tra Castagnole e Porcellengo, che il gruppo Mosole ha presentato pubblicamente a metà maggio. La discarica si trova a circa 30 metri dalla strada provinciale 100, dove ogni giorno transitano migliaia di persone. Le abitazioni più vicine si trovano a poche centinaia di metri, mentre la scuola elementare e quella materna di Porcellengo distano solo 1 km. Tra l’altro, il vigente Piano del Verde, attuativo del Piano di Assetto del Territorio del Comune di Paese, individua l’ambito della discarica tra quelli da recuperare ai fini naturalistici, sportivi e per il tempo libero”.

Infine una frecciata alla Provincia di Treviso che “non solo non ha provveduto a ripristinare lo status quo ante, ma nel 2009 ha autorizzato nello stesso sito il conferimento, per dieci anni, di rifiuti speciali, come i terreni provenienti da bonifiche, quindi contaminati. Muraro non solo ha chiuso un occhio, ma ha aggravato l’inquinamento di Paese. E Zaia ora cosa fa? È giunto il momento di dire che chi autorizza queste scelte dissennate ricoprendo un incarico pubblico sia indicato all’opinione pubblica come connivente con coloro che presentano questi progetti”.

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