Diga di Falzè di Piave: un’opera inutile, già superata e che sconvolgerebbe il Quartier del Piave e il suo ambiente

Venezia, 12 gennaio 2012 La difesa idraulica del Piave è una priorità, ma non si può ricorrere ad opere tecnicamente […]

Venezia, 12 gennaio 2012

La difesa idraulica del Piave è una priorità, ma non si può ricorrere ad opere tecnicamente superate e con un impatto ambientale incompatibile con il territorio circostante. Questa la posizione di Laura Puppato in merito all’ipotesi di realizzare un invaso a Falzè di Piave, un’idea vecchia di quarant’anni e che recentemente è stata riproposta in varie sedi dalla Commissione Grandi Rischi del Veneto nominata da Luca Zaia dopo l’alluvione del novembre 2010.
Con la costruzione della diga di Falzè gli abitati e le coltivazioni di Fontigo, le peculiarità storiche della Grande Guerra e quelle paesaggistiche e naturalistiche delle Fontane Bianche e delle Volpere verrebbero irrimediabilmente compromesse: prima dalle operazioni di costruzione, poi dalla presenza di un manufatto dall’impatto devastante. Già gli studi geologici degli anni Ottanta e Novanta avevano evidenziato la scarsa tenuta dell’invaso, tanto sulla riva destra che in quella sinistra: dalla parte del Montello per carsismo diffuso, profondo, abbastanza sviluppato, ma anche dalla parte del Quartier di Piave. Ogni mutamento di regime del corso d’acqua provocato dallo sbarramento potrebbe avere come conseguenza un mutamento nel regime delle falde e delle risorgive, con sconvolgimenti di tutto il sistema idrografico secondario e con gravissimi rischi di esondazione negli abitati di Sernaglia, Fontigo ed anche Falzè di Piave. Inoltre la diga di Falzè comporterebbe un forte impatto sul sistema del paesaggio locale e altererebbe il microclima con danni alle coltivazioni collinari del prosecco DOCG.
Laura Puppato, capogruppo regionale del PD, con una interrogazione pone alla Giunta Zaia dei quesiti mirati circa le valutazioni di carattere tecnico utilizzate per riprendere l’ipotesi dell’invaso di Falzè; le recenti ricerche di carattere geologico relative al sito nel quale dovrebbe sorgere l’invaso; l’effetto fortemente impattante per il microclima del Quartier del Piave in conseguenza della costruzione dell’invaso di Falzè. Inoltre, conclude Laura Puppato, bisogna capire se siano allo studio della Commissione Grandi Rischi della Regione delle soluzioni alternative, a monte e a valle di Falzè, meno impattanti e della medesima efficacia tecnica e idraulica.
Un cosa è chiara: avallando al realizzazione dell’invaso di Falzè, Luca Zaia non solo sconfesserebbe le battaglie della comunità del Quartier del Piave, ma anche tutta una serie di pareri tecnici che negli anni si sono succeduti. L’enorme partecipazione all’assemblea pubblica tenutasi l’altra sera a Sernaglia dimostra quanto questo tema sia importante per la comunità del Quartier del Piave. La ricostituzione del Comitato antidiga testimonia la volontà di dire un no chiaro motivato e non pretestuoso a un’opera che avrebbe conseguenze dannose per quel territorio.

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