Dietrofront di Zaia sul prosecco: il tempo ha dato ragione alle posizioni del PD

Venezia, 20 luglio 2011 Esattamente due anni dopo l’istituzione della zona DOC Prosecco allargata a nove province, comprese quelle di […]

Venezia, 20 luglio 2011

Esattamente due anni dopo l’istituzione della zona DOC Prosecco allargata a nove province, comprese quelle di Udine, Pordenone, Gorizia e Trieste, finalmente ci si accorge che vi è stato un allargamento indiscriminato della piantumazione di questo vitigno. L’operazione, condotta maldestramente da Luca Zaia, allora ministro per le Politiche agricole, mostra da tempo degli aspetti di criticità per la produzione collinare della provincia di Treviso e sta penalizzando i piccoli produttori dell’area storica. Ora si vuole giustamente bloccare per tre anni la superficie coltivata. Alla buon’ora, dal momento che ormai i buoi sono scappati. Tutta l’operazione andava gestita diversamente e l’allargamento della produzione della zona DOC Prosecco – come aveva suggerito fin da subito il PD – doveva essere graduale e modulato in base alla domanda del mercato introducendo delle quote annuali più basse di piantumazione. Il tutto per salvaguardare la redditività dei produttori e la qualità del prodotto. Se nei prossimi tre anni si assisterà al raddoppio della produzione di prosecco, che ne sarà dei nostri agricoltori? Chi li ripagherà del lavoro che per tutto l’anno dedicano per contribuire a fare di questo territorio un fiore all’occhiello della nostra economia? I viticultori trevigiani, che sono i veri artefici del successo del prosecco, sono stati quindi traditi dal governatore Zaia che gestisce questa importante risorsa come se avesse a che fare con la produzione di pomodori. A lui chiederemo il conto.

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