Agenzia Entrate

Chiusura delle sedi dell’Agenzia delle entrate in Veneto e Piemonte: un danno per cittadini e imprese

Esiste un problema che sta diventando rilevante nel territorio da cui provengo, e in genere nel Nord Italia, dove lo […]

Esiste un problema che sta diventando rilevante nel territorio da cui provengo, e in genere nel Nord Italia, dove lo Stato si sta ritirando dal territorio e dove, grazie ad una previsione inserita nell’ambito del decreto-legge n. 95 del 2012 (cosiddetto spending review), si colpiscono ancora gli esercizi di prossimità e i servizi indispensabili ai cittadini e alle imprese. Mi riferisco alla chiusura di alcune sedi dell’Agenzia delle entrate. Sono in corso di chiusura 5 sedi in Veneto e ulteriori 6 in Piemonte. In realtà ciò fa seguito a 17 chiusure già effettuate nel corso dell’anno, dal luglio scorso per la precisione.

Nulla si sa in effetti del futuro di queste strutture che – voglio ricordare – dovrebbero accorparsi con l’Agenzia per il territorio, la quale andrebbe potenziata, tra l’altro dotando i cittadini di uno sportello per i servizi catastali che in questo momento manca.

Se noi andiamo a leggere i vari comunicati stampa diramati a partire dal 2008, notiamo che abbiamo sempre garantito ai cittadini di questi territori che l’Agenzia delle entrate sarebbe stata un punto fermo, e dunque non si sarebbe mai messa in discussione, anzi si sarebbe rafforzata, l’evasione delle pratiche potenziando ulteriormente l’assistenza ai contribuenti. Quello che è sta avvenendo è esattamente l’opposto. Oltretutto dobbiamo anche evidenziare che la scelta che è stata fatta nel taglio delle sedi dell’Agenzia delle entrate di riferimento dei territori vede cancellate quelle di Nizza Monferrato, Cossato, Bra, Chieri, Domodossola, Santhià, Pieve di Cadore, Badia Polesine, Castelfranco Veneto, Vittorio Veneto e Arzignano.

Vorrei solo ricordare che una delle ragioni che con la spending review portano a cancellare questi servizi è ovviamente la questione economica. Stride rispetto a questa il fatto che il personale rimarrà in carico all’Agenzia delle entrate: si toglieranno semplicemente i servizi di pubblica necessità per i cittadini, atteso che in molti casi tali uffici producono migliaia e migliaia di servizi certificati all’anno. A fronte di questo e nonostante il grosso deficit, tutti i Comuni elencanti si sono resi disponibili a una locazione gratuita dei locali all’Agenzia delle entrate. Quindi, non vi è alcuna obiettiva ragione per procedere alla chiusura di questi uffici che hanno funzioni davvero importanti e che, oltretutto, garantiscono la presenza dello Stato nei territori.

Lascia un commento