Approvazione dello Statuto del Veneto: decisivo il contributo del Partito Democratico

Venezia, 18 ottobre 2011 Dopo 11 anni di discussioni, litigi e rinvii, il 18 ottobre è stato finalmente approvato in […]

Venezia, 18 ottobre 2011

Dopo 11 anni di discussioni, litigi e rinvii, il 18 ottobre è stato finalmente approvato in prima lettura lo Statuto della Regione Veneto. Il nostro voto è stato convintamente positivo perché notevole è stato l’impegno del nostro gruppo per giungere finalmente ad una deliberazione sul testo dello Statuto. Un impegno di cui siamo orgogliosi e di cui possiamo rivendicare i nostri giusti meriti. Ci hanno provato in tutti i modi a far saltare il banco anche stavolta, ma il ruolo del PD è stato fondamentale e ha costretto una maggioranza spaccata al suo interno e i partiti minori aggrappati solamente all’ostruzionismo, a seguire l’iniziativa dei democratici e la condivisione di alcuni importanti risultati come l’abolizione del listino, la soppressione del vitalizio, il limite dei due mandati, un consigliere ogni centomila abitanti, più il Presidente eletto della Giunta e il candidato sfidante più votato.

Grazie infatti alla volontà del gruppo del PD il Consiglio regionale ha presentato con la mia prima firma e ha approvato a larghissima maggioranza due ordini del giorno. Con il primo si impegna a stabilire con legge la soppressione dell’assegno vitalizio e la sua sostituzione con un sistema previdenziale contributivo. Il vitalizio costituisce un privilegio anacronistico, figlio di un altro tempo della politica e anche un po’ immorale. Con il secondo ordine del giorno il Consiglio si è assunto l’impegno di inserire nella nuova legge elettorale una norma che limita a due mandati consecutivi quelli ricoperti dal presidente della Giunta, dagli assessori e dai consiglieri. Adesso che il dibattito si sposterà sul Regolamento e sulla legge elettorale, sarà impegno del PD garantire anche la rappresentanza femminile all’interno dell’Assemblea veneta nelle future legislature.

Quello approvato è un testo moderno, in linea con le sfide che attendono la Regione e contiene numerosi richiami alla Costituzione, la valorizzazione della funzione sociale del lavoro, l’impegno alla trasparenza dell’azione regionale e allo snellimento dell’iter legislativo, compresa la riduzione dei tempi dei dibattiti consiliari.

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