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Ambiente, Zaia ha deleghe, si assuma le responsabilità

Politiche ambientali azzerate da decenni in Veneto

Le regioni hanno tutte le deleghe necessarie per prendere iniziative di politiche ecologiche locali e sono state investite di ulteriore potere di coordinamento da parte del Ministro Galletti, per affrontare a tutti i livelli l’emergenza inquinamento. Non serve a niente parlare a vanvera, servono fatti concreti, ma in questo la Regione latita.

Quando si parla di ambiente serve la capacità di decisioni coraggiose e di assunzione di responsabilità, tanto lavoro silenzioso che mal si concilia con lo stile iper mediatico di Luca Zaia che ama mettersi stemmi, parlare del Veneto come ‘cosa propria’ e banalizzare tutto in slogan triti e ritriti…Zaia coglie al volo che non si fa consenso immediato né si parla alla pancia assumendo misure volte ad aumentare i mezzi pubblici e a diminuire il traffico di auto e dei mezzi pesanti, né limitando i panevin in tempi di forte inquinamento ambientale…Eppure sono anche queste iniziative importanti per la salute di minori e anziani messa a forte rischio da una delle peggiori arie d’Europa, qui in Veneto e nella pianura padana. Sui temi ambientali sta accadendo quanto abbiamo già visto sull’immigrazione, con una Regione ignava che rifugge ai propri doveri e scarica il barile su altri, come se responsabilità reali non ne avesse per costituzione e per mandato e il tema non fosse prioritario per la salute pubblica di cui Zaia deve per mandato, occuparsi.

Del resto, lo storico delle sue giunte parla da sé, la nostra regione è maglia nera degli investimenti sul trasporto pubblico, dove si limita ad utilizzare i fondi nazionali, finalmente arrivati dopo lo zero dei governi di Lega e Centrodestra, spacciandoli per propri, senza aggiungere un euro o un progetto neppure utilizzando i fondi europei all’uopo previsti e che gestisce. Da più di un decennio la regione non attua alcuna politica ambientale che non si limiti a un titolo di giornale senza effetti, più volte con assessori e dirigenza ambiente sotto accusa e con pesanti condanne giudiziarie.

Molte le vie che si possono intraprendere per sprecare e inquinare meno vivendo meglio: nuovi treni e trasporto merci, unificazione sistema pubblico trasporto su gomma, provvedere al finanziamento di Arpav con l’obiettivo dei monitoraggi delle emissioni industriali e civili, non solo parlare di rinnovabili come se il fatto riguardasse altri, incrementare l’efficienza energetica di tutti gli edifici, pubblici e privati. Per esempio oggi la regione annuncia di voler vendere 19 mila alloggi pubblici sui 45.000 esistenti, ebbene sarebbe coerente prevedere interventi di ristrutturazione ed efficientamento di quei fabbricati o almeno finanziarli con i fondi recuperati dalla vendita, sia per abbattere i costi delle famiglie sia per rendere più salubri le strutture abitative pubbliche. In queste settimane, i Consigli Comunali stanno ratificando il Patto dei Sindaci per la riduzione delle emissioni, la Regione vorrà porsi a capo o almeno a coordinamento di questo progetto come le spetta, sostenendo i comuni o sceglierà di fare lo gnorri e volgere altrove dalle responsabilità il suo sguardo? Quale credibilità c’è in tutta questa indifferenza?

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