Province

Abolizione delle province è dimostrazione che questa è la volta buona

“Questa volta è tutto vero, le province spariranno con un risparmio che sarà di almeno 700 milioni, dopo anni che […]

“Questa volta è tutto vero, le province spariranno con un risparmio che sarà di almeno 700 milioni, dopo anni che ne sentiamo parlare, Governo e Parlamento hanno saputo dimostrare che si riesce ad andare oltre ai semplici annunci”, così Laura Puppato ha commentato il voto alla Camera che ha ridisegnato la forma delle province italiane. “E’ chiaramente uno step parziale, perché per abolirle bisognerà aspettare la riforma costituzionale, ma abbiamo evitato di rieleggere 73 consigli provinciali in scadenza e che verranno sostituiti dalle assemblee dei sindaci” ha proseguito la senatrice “cosa che, tra l’altro, già avveniva. Sono molti anni che, a fianco dei consigli provinciali, si riuniscono anche sindaci e assessori comunali per discutere temi specifici dei loro territori, spesso esautorando ancor di più la provincia”. “Trovo ridicole le polemiche del Movimento 5 Stelle visto che proprio loro non si candidano neppure ai consigli provinciali, perché considerati inutili, mentre capisco i pensieri dello strillante Brunetta, ora per Forza Italia sarà un bel problema piazzare parecchi baronetti locali, ma il paese se ne farà una ragione. E’ sempre lo stesso canovaccio comunque, tutti auspicano le riforme, ma quando qualcuno le va a realizzare viene immediatamente subissato di critiche dai conservatori che vorrebbero un paese statico incapace di rispondere alle pressioni esterne” ha aggiunto, concludendo con un sguardo al Veneto “Venezia diventerà città metropolitana, insieme ad altre 9 città, a dispetto di quanti criticano di centralismo il Partito Democratico e il Governo. Questo aumenterà di molto le capacità decisorie degli enti locali e la loro potenzialità al servizio del loro territorio. Spero che non venga abbandonato, ma anzi rinvigorito, il progetto che porta ad una area metropolitana vasta con Padova e Treviso. La PaTreVe, dal punto di vista industriale, culturale, naturalistico e delle reti infrastrutturali, diverrebbe un’area in grado di sfidare qualsiasi altra città italiana ed europea, riprendendosi il ruolo di locomotiva italiana”.

Roma, 04 aprile 2014

 

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