150° dell’Unità d’Italia: i capigruppo richiamano Zaia

Venezia, 9 febbraio 2011 Il caso della Regione Veneto, priva di rappresentanza ufficiale in occasione delle celebrazioni per i 150 […]

Venezia, 9 febbraio 2011

Il caso della Regione Veneto, priva di rappresentanza ufficiale in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’unità d’Italia è un’anomalia nazionale che va contro lo Statuto del Veneto e che costringe ora il Consiglio a richiamare il presidente Zaia ai suoi doveri istituzionali. Oggi infatti, anche su sollecitazione del PD, la conferenza dei capigruppo ha condiviso l’intenzione di inviare a Zaia una lettera con la quale ci si appella all’articolo 30 dello Statuto dove si dice espressamente che il presidente della Giunta è il rappresentante del Veneto. In quanto tale, Zaia doveva dunque assumersi la responsabilità della partecipazione del Veneto alla mostra delle Regioni. Se da un lato è confortante questa volontà comune dei capigruppo di maggioranza ed opposizione, dall’altro viene da pensare che siamo ridotti veramente male se si è costretti ad invitare la massima figura istituzionale veneta a svolgere i compiti che gli sono stati assegnati. E non credo sia un caso che proprio la provincia dalla quale Zaia proviene, ovvero quella di Treviso, sia l’unica tra quelle del Veneto a non avere dato alcuna disponibilità ad organizzare eventi celebrativi in collaborazione con il Consiglio regionale. Si tratta di un preoccupante atteggiamento di chiusura, di un rifiuto a sentirsi parte di qualcosa di più grande dei ristretti confini della Marca che viene alimentato proprio da chi ha un ruolo di governo. Tutto ciò con una miopia sconcertante perché le celebrazioni, oltre che essere un momento evocativo e culturalmente stimolante, rappresentano un’occasione di visibilità, con positivi risvolti economici, per chi sarà protagonista dell’evento.

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