Lettera aperta a tre giorni dalla consegna delle firme

Carissimi tutti, non sapete quanti messaggi, quanti incoraggiamenti ricevo mentre nel mondo dell’”informazione” tutti noi sembriamo semplicemente non esistere, né […]

Carissimi tutti,

non sapete quanti messaggi, quanti incoraggiamenti ricevo mentre nel mondo dell’”informazione” tutti noi sembriamo semplicemente non esistere, né fisicamente né con la forza delle nostre idee: nulla. Ma, sotto al deserto di quel silenzio, si muove un cuore pulsante di partecipazione e di dedizione, qualcosa che già è, e sempre più diventerà, patrimonio di noi tutti; il terreno su cui costruire anche nuove battaglie. Ora la sfida immediata e prioritaria è raggiungere l’obiettivo di 20.000 firme: diamoci da fare!

E’ cosa più che legittima da esigere da un candidato Premier e, in sé, sarebbe uno scherzo adempiervi. Ma certamente, può diventare proibitiva se da ottenere non solo in un ristrettissimo arco di tempo (solo 7 giorni, fine settimana compreso – tanti son quelli che abbiamo avuto!) ma soprattutto nel più rigoroso silenzio stampa, con relativa assenza dai TG. E inoltre in assenza di aiuti finanziari. Questa realtà va guardata in faccia, ma non per scoraggiarsi, anzi per caricarsi di più.
Perciò ricordiamo che, se la strada è più difficile che per gli altri, non importa! Le dure prove uniscono, lo sapevate? Questo ho imparato, mentre viaggiavo per Bosnia e Croazia, insieme ad altri volontari, durante quell’orribile guerra. E’ stata quella, la mia gavetta politica. Questo si impara, quando si va a conoscere la gente che, dopo aver perso tutto nei terremoti, ricostruisce con pazienza il tessuto delle relazioni e della fiducia.

E in un certo senso il nostro paese sembra uscito da una guerra e terremotato: va tutto ricostruito, e non con i soliti metodi. Va innescato un principio completamente diverso, nella soluzione dei problemi, che ponga alla base i diritti di tutti noi e anche quelli delle generazioni future. Un principio, però, capace di generare lavoro e ricchezza da subito, in quanto capace di sottrarre risorse proprio alle logiche che, anziché combattere povertà e degrado, traggono profitti proprio da essi.
Dunque non scoraggiamoci: a testa bassa verso il 25 ottobre. Da quel momento, fatto il punto sulla situazione, faremo quanto necessario perché tutto questo sforzo, e il patrimonio di relazioni e contenuti che avrà prodotto, venga valorizzato al massimo per ottenere successi negli obiettivi futuri.
Con affetto, e con un grande grazie a tutti voi, buon lavoro.

Laura

 

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