E tra Renzi e Bersani Puppato trova voti nel Sud e a Bruxelles

Laura Puppato incarna il nord nel volto e nello spirito. Eppure, la candidatura più inaspettata alla Primarie del Pd piace […]

Laura Puppato incarna il nord nel volto e nello spirito. Eppure, la candidatura più inaspettata alla Primarie del Pd piace molto anche sud. Con sua stessa sorpresa Puppato registra da giorni la nascita di comitati spontanei a suo sostegno sorti in Sardegna, Sicilia, Puglia, Basilicata e Calabria. Ma non finisce qui. La bionda consigliera regionale varca il confine italiano con il supporto del Comitato dei giovani emigrati italiani a Bruxelles, il più grande raggruppamento censito all’estero. Al momento tifano per lei 60 comitati spontanei in tutt’Italia, composti da circa 40 mila persone. Impegnata febbrilmente a raccogliere le ultime firme per la competizione interna al suo partito, la capogruppo Pd a palazzo Ferro-Fini racconta i suoi obiettivi. Tra questi: riparare il Paese. Il contrario di “rottamare”. A che punto è con le firme? Sta andando bene, ne abbiamo 50 ma dobbiamo arrivare a 95. Confidiamo di raggiungerle nei prossimi giorni. La partita è dura. C’è uno zoccolo bersaniano consolidato e uno renziano in divenire.

Dove si colloca Laura Puppato? Dalla parte della gente. E in quella parte del Pd che vuole finalmente una rappresentanza di genere che sembra scomparsa da tempo. Se riusciamo a umanizzare la politica dando dignità a tutti avremo fatto un grande passo avanti. Per fare questo è necessario smettere di urlare e tornare a parlare e soprattutto ascoltare la gente. D’accordo i principi sono buoni, ma siamo di fronte a una crisi dove la concretezza viene prima di tante belle parole. È sicuramente così. Per quasi un ventennio la politica non ha pensato al futuro ma ha ragionato solo nel presente. Mentre gli altri paesi elaboravano prospettive, l’Italietta spacciava una comunicazione illusoria e violenta. L’“armatevi e partite” non può più essere la parola d’ordine della politica». E quale deve essere? Quale il suo programa? Anche all’interno del dibattito sulle Primarie nel Pd, tra Bersani e Renzi è mancata una parola, secondo me, fondamentale: ambiente. La trasversalità di questo tema è in grado di generare ripresa e sviluppo economico impensabili e, finora, trascurati. Fino ad oggi si è pensato solo alle grandi opere, tra l’altro senza realizzarle, da domani l’imperativo deve essere: riparare le ferite del Paese che non significa rottamare.

Da dove intende partire ponendo l’ambiente come primo obiettivo in agenda? C’è uno studio redatto dalla task force green di Confindustria nazionale del 2010 che sulla base dell’efficientamento energetico prospetta un ritorno fiscale ed economico in grado di creare nuovi posti di lavoro. In una decina di anni, avviando queste politiche, si potrebbero ottenere 14 miliardi di euro di ritorno economico, 238 miliardi di euro su base annua di incremento di Pil e 1 milione 600 mila posti di lavoro in più. E anche coi finanziamenti Ue 2014-2020 sulle Smart Cities, adottando tecnologie italiane, si creerebbe ulteriore sviluppo. L’ambiente può diventare un volano economico e sociale non indifferente. Tornando alla battaglia politica, non sarà facile. C’è chi dà in rimonta il sindaco di Firenze. Il nuovismo per il nuovismo non interessa. Certo, il ricambio serve, anzi è obbligatorio ma deve essere su obiettivi concreti. Insomma, se vincesse li vorrebbe in squadra Bersani e Renzi? Bersani ha dimostrato di saper reggere il Pd in un momento difficile, lo vorrei come ministro dell’Industria, è il suo campo d’elezione. E Renzi? E’ un tipo vispo, non so come lo potrei impiegare, forse nella comunicazione… Costi della politica. Ma il Veneto è davvero virtuoso? Non completamente. Sono orgogliosa di avere portato a termine lo statuto che prevede l’allontanamento dei vitalizi a 65 anni e la riduzione del numero dei consiglieri. Bisognerebbe fare di più per ridurre i costi pro-capite. Oggi la sobrietà è quanto mai necessaria, l’autorevolezza della politica non passa più per le auto blu. A.B.

10 ottobre 2012

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