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“All’interno del Movimento Cinque Stelle si sta muovendo più di una cosa”

Se sulla sponda del Movimento cinque stelle inizia ad esserci più di una turbolenza e le voci di parlamentari grillini […]

Se sulla sponda del Movimento cinque stelle inizia ad esserci più di una turbolenza e le voci di parlamentari grillini che vorrebbero aprire al Pd si fanno sempre più insistenti, com’è la situazione nel partito guidato da Pier Luigi Bersani?

La prima democratica a far capire che l’idea di un governo a guida Pd con il sostegno dei grillini – oltre a un dialogo sull’elezione del nuovo capo dello Stato - è Laura Puppato: “All’interno del M5S – dice in un’intervista al Tgcom24 – si sta muovendo più di una cosa e le umiliazioni del loro leader stanno aiutando in questo senso insieme alla volontà popolare. Da un lato c’è la possibilità di confronto per il Quirinale e per la nuova legge elettorale in funzione del voto. La scelta di un governo programmatico sarebbe una scelta rovinosa”.

Sulla possibilità di un governo di larghe intese ha aggiunto: “Leggevo oggi gli 8 punti di Berlusconi e sorridevo. Pensiamo all’Imu , ma non possiamo nemmeno pagarci gli ammortizzatori sociali. Questa non è una diversità programmatica, ma di onestà intellettuale nella risposta ai problemi. A prescindere da quello che dicono i giornali, c’è ancora la possibilità di scuotere l’albero del M5S perché l’unico mandato che abbiamo è quello del cambiamento”.

La Puppato ha spiegato: “La vera umiliazione l’hanno subita gli eletti del M5S costretti a salire sui pullman confezionati, ma in quella situazione ne mancavano 30. A questi non è piaciuta l’idea di salire su dei pullman per destinazione ignota. È un segnale di ritrovamento della dignità. Un governo va fatto e non può essere un governicchio”.

Oltre ai bersaniani di stretta osservanza, alla finestra per vedere cosa succederà nel M5s, ci sono anche i vendoliani e i Giovani turchi. Proprio un democrat di questa corrente, Matteo Orfini, oggi ha scritto un tweet “contro” le aperture verso il Pdl di Dario Franceschini e del capogruppo alla Camera Roberto Speranza. Chiudendo di fatto la porta a intese col partito di Silvio Berlusconi, reo “di aver distrutto l’Italia”. Gli risponde Giampaolo Galli, suo compagno di partito, sempre via Twitter: “Tornare al voto è molto rischioso, la linea Draghi alla bce potrebbe non reggere.

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