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Vidori, chiesta apertura di fascicolo

Accertato il dolo, bisogna chiedersi perché in Veneto gli impianti di gestione del rifiuto continuano ad essere soggetti ad incendio.

Ho richiesto l’apertura di un nuovo fascicolo sulla Vidori alla Commissione Ecomafie, perché l’accertamento del dolo, personale o di terzi, pressoché certo, determina uno scenario preoccupante che conferma la situazione che vede il Veneto con fatti delittuosi in numero superiore a regioni con comprovata storia di criminalità organizzata.

La nostra regione rimane un’area all’avanguardia nella gestione del ciclo dei rifiuti, con impianti molto moderni di smistamento, ma inevitabilmente questo settore, che può divenire un business molto redditizio, attira appetiti alieni alla volontà di creare un sistema virtuoso, ma intenti solamente alla speculazione, ottenendo massimi profitti senza scrupolo alcuno. Qui si tratta di capire se l’incendio dipenda dall’attività di terzi o si tratti di un inside job ad opera di un settore aziendale. In entrambi i casi ci troveremmo di fronte a situazioni gravissime, che determinerebbero la necessità di indagini approfondite al fine di capire se esista e come agisca un’eventuale organizzazione di stile mafioso, o di identificare con chiarezza i soggetti privati che sia necessario allontanare per sempre dal ciclo dei rifiuti.

La Commissione Ecomafie ha dato un contributo fondamentale per la redazione della innovativa legge sugli ecoreati, atta a punire molti aspetti criminogeni del ciclo dei rifiuti garantendo che i responsabili vengano perseguiti senza che lente procedure annullino con la prescrizione il reato, ora continueremo il nostro lavoro, valutando nuovi articoli funzionali a cancellare rischi come questi. La gestione della materia rifiuto, da reinserire nel ciclo produttivo, è una delle chiavi dello sviluppo economico e dell’economia circolare fondamentale per il nostro futuro anche produttivo.

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