Put Montebelluna

Put di Montebelluna. “Esperimento inutile, costoso e che uccide il centro”.

“Il Partito Democratico di Montebelluna ha ribadito la propria contrarietà al tipo di pedonalizzazione/PUT proposta dal sindaco Marzio Favero. Perché […]

“Il Partito Democratico di Montebelluna ha ribadito la propria contrarietà al tipo di pedonalizzazione/PUT proposta dal sindaco Marzio Favero. Perché è sbagliata nel metodo e nel disegno ed è giusto dare pieno sostegno alle iniziative che i consiglieri e alcuni gruppi di cittadini stanno intraprendendo per eliminarne i macroscopici errori”. A dirlo è Laura Puppato, senatrice del Partito Democratico. “Il cosiddetto PUT in realtà è una gigantesca rotatoria che isola il cuore commerciale e amministrativo della città dal resto del centro e dei quartieri. Una scelta mai vista realizzata altrove e che nulla ha a che vedere con le circonvallazioni cittadine. È aumentato il rischio per i cittadini soprattutto pedoni e ciclisti eliminando di fatto l’alternativa pedonale disegnata dalla stazione al Duomo e parallela al corso cittadino. Ha peggiorato la già pessima qualità dell’aria, aumentato la rumorosità e danneggiato le attività commerciali. Inoltre, è un’opera che evidenzia le tante bugie fin qui raccontate, l’incapacità di gestione e la contraddizione di sindaco e amministrazione comunale. Si spendono centinaia di migliaia di euro per fare esperimenti che non sono una priorità per le imprese e famiglie montebellunesi, comunicando da anni che i soldi non ci sono per nulla.

Il sociale – prosegue Laura Puppato – è ai minimi storici, le politiche giovanili cancellate e con esse il centro giovani e lo skatepark; la mobilità urbana garantita dal mercatale tolta definitivamente, aumentate le tasse e cancellate luci e manutenzioni. Insomma, impoverita visivamente una città riferimento del Veneto per molte questioni. Ma i soldi per sperimentazioni senza senso ci sono, eccome.  Gli stessi assessori parlano di numerose famiglie in enormi difficoltà anche rispetto al soddisfacimento delle più elementari necessità. Eppure, dall’esame dei bilanci degli ultimi anni emerge come la spesa sociale a sostegno delle famiglie e la spesa per l’istruzione siano in continuo calo. Quali sono le ragioni di questo strabico comportamento? A chi giovano queste decisioni?”

19 gennaio 2014

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