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Onè di Fonte, È una roulette russa. Su Onè di Fonte sentirò la Prefetto, ma dov’è la Regione?

218 rifugiati saranno destinati ad Onè di Fonte

Sentirò la prefetto Lega, per chiederle di verificare se il fabbricato di Onè di Fonte può contenere quei numeri così alti di rifugiati, le presenterò già oggi i problemi di quel comune dove è già presente un un notevole numero, in percentuale, di immigrati, ma serve anche un colpo di reni dei ‘sindaci non attivi’ per promuovere un’accoglienza diffusa e perciò proporzionale e gestibile.
Non è più possibile proseguire in questo modo, tra l’ignavia della Regione e il tentativo di ‘scamparla’ dei comuni, nonostante la prefettura, dall’insegnamento della nuova prefetto, si sia resa più volte disponibile ad un confronto e a cercare soluzioni condivise con le istituzioni locali. Se però i bandi vanno deserti, non ci si può stupire che accada che il carico diventi pesante laddove non ce ne sarebbe la necessità.
Onè di Fonte pagherà un prezzo ingiusto, pesante, come già avvenuto per altri comuni, quando invece responsabilmente si doveva, si deve, adottare il meccanismo dell’accoglienza diffusa come hanno fatto per esempio bene a Santorso e negli altri comuni del Vicentino. Lì come altrove in Italia e in Veneto, grazie al buon senso di alcuni sindaci, tutto avviene con mutuo beneficio per le comunità accoglienti e per gli stessi rifugiati, quindi non si dica che non è possibile, il problema vero è che la Regione ha rinunciato al suo ruolo di responsabile coordinatore, si è messa di traverso concedendo che movimenti come la Lega semplicemente minaccino i sindaci disponibili a ragionare sul tema. Risultato? La roulette russa. Invece di gridare al lupo e disinteressarsene per non macchiare l’immagine politica del Governatore, i sindaci di Centrodestra e Lega dimostrino con uno scatto d’orgoglio di aver compreso la lezione o il problema diventerà sempre più irrisolvibile.
Finché non ci sarà una presa di coscienza da parte di tutti, si rischia di attivare una roulette russa, il tamburo gira e a chi tocca, tocca. Senza razionalità e senza logica. È così che nascono concentrazioni sproporzionate con fenomeni conseguenti di ghettizzazione e problemi di ordine pubblico e sanitario.
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