Intervento in aula sulla questione profughi a Treviso

Il comportamento dei sindaci della Lega Nord è inaccettabile ai sensi dell'art. 120 della Costituzione

Signora Presidente, volevo portare a conoscenza di quest’Aula un fatto, ripetuto purtroppo e quindi sempre più grave a mio modo di vedere, che si sta verificando nel mio territorio a seguito di un atteggiamento assunto dal gruppo della Lega Nord con il suo segretario regionale, il signor Da Re, che è stato anche sindaco di Vittorio Veneto, il quale ha pubblicamente invitato, e quindi di fatto imposto secondo i loro principi, ai sindaci appartenenti a quel gruppo politico o comunque eletti con liste civiche che facciano riferimento a quel gruppo politico, sostanzialmente a boicottare l’attività del prefetto Laura Lega, che per ironia della sorte si chiama di cognome esattamente come il gruppo politico al quale faccio riferimento, la quale sta tentando, com’è nel suo doveroso compito, da quando si è insediata, di addivenire ad un ragionevole compromesso che permetta alla realtà del trevigiano di ospitare circa 1.500 (che diverranno 1.800-2000) richiedenti asilo permettendo a ciascuno dei 95 sindaci e dei 95 comuni della provincia di fare null’altro che ciò che è avvenuto per qualsiasi altro territorio del Veneto e d’Italia e quindi ospitare in forma diffusa i richiedenti asilo in quota pro capite con un relativo dispendio di energie e di difficoltà ma con una consistente e positiva valutazione.

Com’è noto, questa ospitalità viene naturalmente offerta dal nostro Governo italiano e dall’Unione europea e prescrive un supporto di tipo psicologico ed anche una produttiva esperienza, pagata attraverso l’INAIL con la formula della SPRAR, che prevede la possibilità di un inserimento lavorativo gratuito per queste persone adulte che arrivano dai territori di guerra che si affacciano sul Mediterraneo e che noi doverosamente ospitiamo, a seguito di accordi internazionali, ma anche per fatti di evidenza civile ed umanitaria. C’è quindi l’esclusiva possibilità di rendersi partecipi di un’attivazione di lavoro a favore delle comunità ospitanti, che ci pare anche bella, oltre che positiva e generosa.

Questo divieto confligge con le istituzioni repubblicane, che, ai sensi dell’articolo 120 della Costituzione, devono lealmente collaborare tra di loro, per permettere che le istituzioni repubblicane stesse rappresentino davvero insieme questo Paese ed insieme possano opportunamente rispondere ai problemi che questo Paese è costretto e necessitato dalle esigenze di oggi a vivere.

Quindi io giudico gravemente lesivo di questo articolo costituzionale il comportamento di ben 38 sindaci, sui 95 della Provincia di Treviso, che non si siedono al tavolo del prefetto e che obbediscono ad una disposizione di appartenenza politica da parte della Lega, con ciò mettendo a rischio la possibilità che le comunità si offrano senza gravi problemi, invece di concentrare un problema in un singolo luogo, a proporlo come diffuso e quindi a ragionare in termini molto più corretti e più disponibili. Ho già presentato un’interrogazione su questo tema e credo che ciò debba diventare oggetto di dibattito nel question time, con la rappresentanza della Presidenza del Consiglio dei ministri e con lo stesso ministro Alfano.

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