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Tessera ANPI, cosa è successo veramente

La cronistoria della vicenda "tessera ANPI", un polverone che qualcuno ha voluto alzare, chiediamoci il perché?

Sto leggendo di tutto in queste giornate così “particolari” e credo sia giunto il momento di mettere in fila tutti gli elementi certi, confermati e conosciuti, in una precisa cronistoria.

Appare il 25 maggio articolo su La Tribuna di Treviso, in cui Umberto Lorenzoni presidente ANPI provinciale afferma il “fuori” per chi fa campagna per il sì e, citando Manildo e me, afferma di dubitare noi si abbia ottenuta la tessera…articolo-1

Dall’intervista deduco di non avere avuto la tessera come invece ero certa di avere, mi sorge il dubbio che l’ANPI di Montebelluna non me l’avesse ancora rinnovata per quest’anno, chiamo quindi il giorno successivo, cioè il 26 Maggio, Sergio Brunello con cui ho sempre interloquito per i pagamenti delle tessere negli anni precedenti. In quell’occasione sia al telefono sia via whatsapp (posso dedurre la data da questo) mi viene contestata l’appartenenza ai promotori del sì al Referendum (doveva tenersi in settembre secondo le ipotesi in campo) e mi si dice che non avrei potuto rinnovarla stando alle indicazioni nazionali, ma che avrei eventualmente potuto chiedere alla presidente in carica Catia Boschieri. Non ho il numero, non concepisco questo atteggiamento di evidente dissuasione a procedere e dopo due testimonianze come queste (Brunello e Lorenzoni) evito di farmi umiliare, la situazione è chiara, l’Anpi ha fatto la sua scelta ed io risulto incompatibile.

Molto rammaricata, ne prendo atto. Per fortuna la vita è molto intensa e seppure delusa cerco di non pensarci troppo… ma la notizia gira. Il consigliere comunale Lorenzo Fabbian di Crespano del Grappa, con cui ci si incontra frequentemente, letti i giornali e avuta la notizia, evidentemente pensa di perorare nella sezione di Crespano del Grappa la possibilità di iscrivermi e il Presidente Capovilla accoglie la richiesta – preventivamente chiamando la presidente di Montebelluna che (dice) tergiversa – e decide di tesserarmi. Ringrazio sia Fabbian che Capovilla per la stima dimostrata con questo gesto, la mia assistente Debora comunica i miei dati e la ritira pagando per mio conto la quota, quindi la metto in portafoglio assieme all’altra del 2015 e per me la vicenda è chiusa.

Non ho mai cercato di forzare il regolamento di ANPI meno che mai cercato a tutti i costi qualcuno che potesse farmi la tessera (!?!), sarebbe veramente ridicolo e credo si possa convenirne incredibile anche solo pensarlo. Essere tesserati ANPI è un fatto intimo, per me è portare avanti le idee di liberazione da ogni tirannia, garantire e tutelare pace e libertà, ricercare giustizia e responsabilità. Un testimone consegnato dai nostri padri e madri che hanno combattuto la guerra di liberazione, di certo non farsi belli per una tessera che ha il solo valore simbolico. Suvvia…

Inaspettatamente, visto ormai il tempo trascorso, qualche giorno fa sono stata chiamata da un giornalista de la Tribuna di Treviso per commentare la mia “espulsione” dall’ANPI. Di fatto non volevo crederci, a distanza di 6 mesi ancora la stessa storia, tanto che al giornalista che me ne parlava ho anche contestato di averla regolarmente in portafoglio la tessera e quindi di non comprendere le parole di Lorenzoni. Il giorno dopo ho letto, come tutti voi, l’articolo apparso (foto 2) e l’ho condiviso su Facebook compresa la mia frustrazione per una scelta che ritengo un ingiusto accanimento,un errore storico di ANPI incattivito dal referendum e privo di lucidità.

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È venuto spontaneo pensare che la storia personale non avesse alcun valore, visto che si è accettato che alcuni soci dell’ANPI manifestassero fianco a fianco con Forza Nuova, qualcuno si è sentito offeso dall’accostamento dell’ANPI all’estrema destra, ma ho semplicemente riportato un fatto di cronaca per segnalare quello che è un ribaltamento della logica…

Chi ha voluto diffondere ai giornali la notizia della mia espulsione si assuma la responsabilità del caos creato, peraltro ciò ha permesso con voce univoca a tutti gli attori coinvolti (circolo di Montebelluna, provinciale di Treviso, nazionale con Smuraglia) di dare la medesima idea del clima che si respira in ANPI verso i “resistenti” per il sì. Senza sbavature o dubbi, quando si è alzato il polverone e almeno migliaia di soci iscritti ANPI in Italia hanno minacciato di andarsene, molti sindaci e attivisti hanno chiesto di essere espulsi come me etc..allora si è andati alla ricerca di contraddizioni o indizi che in qualche modo potessero raffreddare la loro posizione e coinvolgermi nelle colpe…

Verso di me ho letto accuse quali di aver voluto esibire platealmente la mia aderenza all’ANPI (!?!), che avrei ricercato ovunque sedi disponibili a tesserarmi (!?), che il circolo di Montebelluna me l’avrebbe data se solo mi fossi recata a ritirarla, smentendo quanto hanno affermato loro stessi, che avrei ricercato io di creare la notizia (ma se tutto il can can mediatico è sempre e solo partito da altri soggetti e io mi sono limitata a rispondere alle loro denunce o accuse..!), mentre è certo e mai smentito da alcuno che tutta la vicenda del rinnovo l’avevo curata privatamente, senza mai diffondere la notizia ad alcuno. Non so che obiettivi abbia chi afferma quanto sopra ma si appalesa la ricerca di trovare assurde giustificazioni.

Concludo dicendo che, il mio ultimo passaggio, è stato inviare un messaggio a Lorenzoni chiedendo un incontro con il direttivo provinciale di Treviso per un definitivo chiarimento. Se al termine dell’incontro il provinciale continuerà a credere di voler perseverare nella propria scelta, riconsegnerò personalmente la tessera. Io rimango la stessa, con tessera ANPI o meno. Se avessi voluto continuare a montare il caso sorto grazie – esclusivamente – alle LORO dichiarazioni, mi sarei potuta iscrivere a decine e decine di sezioni che si sono offerte di darmi la tessera, ma non è mia intenzione quella di ledere l’idea originaria dell’ANPI.

Ho avuto la tessera perché mi è stata offerta e volentieri, me l’ero messa in tasca, senza fare alcun rumore….da questa vicenda è esploso un malessere interno, che necessitava della miccia, involontariamente sono stata io QUELLA miccia ma posso immaginare che quei parziali tentativi di retromarcia di oggi siano il frutto della rivolta che c’è stata. Dunque non tutto il male vien per nuocere e spero questo serva all’associazione più “intima” che io conosca che non può, proprio non può secretare i miei pensieri. Perché se io posso votare sì e lo faccio a ragion veduta, lo posso, lo devo dichiarare, pubblicizzare e anche diffondere perché i partigiani sono morti per permettere a ciascuno che il pensiero si trasformi in azione alla luce del sole. Chiunque faccia il contrario non può stare nella mia stessa “associazione ideale”. Dunque se a Treviso non mi vogliono, toglierò, con profondo dispiacere, il disturbo. Ma non cambierò il mio pensiero né le mie azioni.

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