Il Giudice di Pace e il Tribunale rimangano a Montebelluna: due odg dell’Ulivo e di Montebelluna Nuova

Due ordini del giorno del Consiglio comunale presentati dai gruppi dell’Ulivo e di Montebelluna Nuova per impegnare la Giunta ad […]

Due ordini del giorno del Consiglio comunale presentati dai gruppi dell’Ulivo e di Montebelluna Nuova per impegnare la Giunta ad attivarsi affinché vengano conservati sul territorio sia l’ufficio del Giudice di Pace di Montebelluna che la sede distaccata del Tribunale di Treviso, due presidi giudiziari che rischiano di essere cancellati. Nel primo caso rischia di essere soppresso un ufficio che per numero di procedimenti annuali definiti da un singolo giudice è ben al di sopra della soglia minima di 568,3. Infatti il Giudice di Pace di Montebelluna negli ultimi anni ha avuto in carico un numero di pratiche ben superiore e sempre crescente, arrivando a toccare le 1650 nel 2009. Inoltre, nonostante i giudici previsti in organico siano due, dal 2004 è in servizio un solo magistrato. Quindi non si può definire quello del Giudice di Pace di Montebelluna un ufficio con carico di lavoro inferiore alla media nazionale di produttività annuale. L’annunciato accorpamento dell’ufficio di Montebelluna a quello di Treviso risulta non solo ingiustificabile, ma indurrebbe molti cittadini a rinunciare a far valere i loro diritti, essendo il Giudice di Pace uno dei segni della presenza dello Stato, tesa ad assicurare un più comodo, celere e adeguato accesso alla giustizia.
Lo stesso dicasi per l’ipotesi di chiusura del Tribunale di Treviso, sezione distaccata di Montebelluna, e  l’annunciato accorpamento della sede di Montebelluna a quella di Castelfranco Veneto. Il carico di lavoro dell’Ufficio giudiziario non è certamente inferiore a quella riscontrabile in altre sedi distaccate, tenendo conto che Montebelluna è al centro di un’area vasta e qualificata dal punto di vista economico e sociale. Le sedi decentrate consentono l’esercizio delle funzioni nella loro naturale giurisdizione, legata al territorio, e  avvicinano lo Stato ai cittadini anche nei centri di minori dimensioni. Laura Puppato chiede pertanto che tale battaglia non sia sposata solo dalle istituzioni cittadine, ma che i Consigli dei Comuni facenti parte del bacino di competenza delle due sedi di Montebelluna si impegnino a votare un analogo ordine del giorno.

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