Greenpeace- carbone

Sui partner di Enel rivelazioni agghiaccianti, si faccia chiarezza immediatamente

“Ho colto le notizie rivelate da Greenpeace e rilanciate dal Fatto Quotidiano con grande inquietudine, è necessario che Enel faccia […]

“Ho colto le notizie rivelate da Greenpeace e rilanciate dal Fatto Quotidiano con grande inquietudine, è necessario che Enel faccia chiarezza immediatamente sui rapporti che ha con Drummond e Prodecco e interrompa eventuali contratti commerciali con chi non garantisce i diritti umani dei lavoratori, arrivando a torture e assassinii contro l’attività sindacale” così Laura Puppato dopo le rivelazioni del rapporto di Somo commissionato da Greenpeace. “Il rapporto non lascia adito a molti dubbi e appare che, seppure indirettamente – per il tramite di cospicue forniture -, Enel finanzi i due colossi estrattivi, di fatto in correità con i loro delinquenziali comportamenti. La situazione va valutata con la massima attenzione e predisporrò un’interrogazione al Ministro Guidi nei prossimi giorni.  Se il contenuto del rapporto sarà confermato, l’Italia non potrà accettare che un impresa pubblica come Enel si macchi del sangue dei minatori colombiani, in sfregio ad ogni tutela dei diritti umani e dei codici etici approvati in Enel” ha spiegato ancora la senatrice “Enel è proprietà dei cittadini italiani e non può dunque agire in spregio ad ogni considerazione etico-morale, né può agire senza un effettivo controllo dei suoi partner commerciali”. “Il problema è però anche a monte, le risorse energetiche di origine fossile, come il carbone, producono una corsa  ad accaparrarsi gli ultimi bacini, gare in cui la qualità ambientale e la dignità della vita umana sono percepibili come ostacoli, prima o poi qualcuno supera il confine tra il lecito e l’illecito, profittando della illegalità e disperazione che esiste  in Paesi poveri dove le istituzioni non sono in grado di controllare nulla, tantomeno le multinazionali” ha aggiunto, concludendo: “La nuova governance di Enel deve impegnarsi in un progressivo, rapido, passaggio alle fonti rinnovabili, investendo nella ricerca che permetta l’accumulo e nella realizzazione delle reti  necessarie, liberandoci da quella che lo stesso Presidente Obama ha definito schiavitù dal petrolio e dal carbone, garantendo al contempo che finché ciò non sarà pienamente realizzato, l’energia che arriva nelle case degli Italiani sia pulita almeno dal punto di vista etico”.

30 giugno 2014

Il testo dell’interrogazione

al Ministro dellEconomia

al Ministro dello Sviluppo Economico

Premesso che:

da un rapporto dell’istituto di ricerca olandese SOMO Colombian Coal in Europe – Imports by Enel as a case study commissionato dall’organizzazione non governativa Greenpeace e ripreso da ilfattoquotidiano.it risulta che Enel acquisti importanti quantitativi di carbone colombiano dalla statunitense Drummond e dalla svizzera Prodeco, di proprietà di Glencore;

sul punto Enel ha risposto con una nota in cui non ha smentito l’esistenza di rapporti commerciali con le suddette società garantendo una verifica delle accuse mosse nel rapporto SOMO;

considerato che:

Enel spa è un ente di diritto privato, controllato al 31% dal Governo italiano che ne detiene il potere di nomina del management e ricopre pertanto un importante ruolo anche di rappresentanza del nostro  paese;

l’esistenza di contratti in essere tra Enel,  Drummond e Prodeco – rilevati dall’istituto olandese constatando le rotte di navi mercantili partite dai porti colombiani verso Civitavecchia, La Spezia e Venezia con carichi di centinaia di migliaia di tonnellate di carbone ascrivibili alle due multinazionali estrattive- sono rintracciabili sul sito istituzionale di ENEL solo a seguito del rapporto SOMO;

ciò stride con quanto contenuto nel codice etico di Enel che prevede la totale trasparenza nei confronti degli stakeholder, quindi, in primis, del Governo Italiano e dei consumatori;

sia Drummond che Prodeco sono al centro, almeno dal 2001 di indagini giudiziarie e giornalistiche, sia in Colombia che negli Stati Uniti per il loro atteggiamento “spregiudicato” nei confronti della tutela ambientale e per aver violato diverse volte i diritti sindacali ed umani, sottoponendo i rappresentanti dei lavoratori e gli abitanti delle zone di confine con le miniere a torture, arrivando fino all’assassinio ripetuto di quanti si opponessero alle condizioni di lavoro nelle miniere o facessero emergere le crisi ambientali di tali siti;

in particolare, secondo fonti quali BBC e Reuters, entrambe le compagnie si sarebbero macchiate di crimini ambientali particolarmente gravi e intratterrebbero rapporti di reciproco scambio con l’AUC (United Self Defence Force of Colombia) e altre milizie paramilitari colombiane;

considerato,  inoltre,  che:

nel giugno 2011 Enel ha fondato, assieme ad altre dieci grandi compagnie europee, il Better Coal, organismo di autocontrollo che dovrebbe perseguire un orientamento di tutela dell’ambiente e dei lavoratori in tutte le fasi della lavorazione del carbone, con precise indicazioni anche per quanto riguarda i fornitori e i clienti delle compagnie energetiche stesse;

Enel, come le altre utilities europee, ha un ritorno di immagine ed acquisisce un valore aggiunto dalla partecipazione a Better Coal e dall’approvazione di codici etici interni che si riversano sull’immagine dell’Italia all’estero in modo positivo o negativo a seconda che i parametri scelti siano effettivamente rispettati o meno;

 si chiede di sapere dai Ministri in indirizzo:

se siano a conoscenza di quanto contenuto nel  rapporto Colombian Coal in Europe – Imports by Enel as a case study redatto da SOMO e diffuso da Greenpeace e quali siano le loro valutazioni in merito;

se siano a conoscenza di tutti i partner commerciali di Enel e sulle modalità con cui  entrano in relazione con l’utility energetica;

tenuto conto del recente cambio di governance interna ad Enel, se non si ritenga di dover  monitorare l’effettivo e rapido svolgimento delle verifiche che ENEL si è impegnata a svolgere, riferendo in  Parlamento sui risultati raggiunti e sulle decisioni conseguentemente adottate.

PUPPATO

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