Bon Bozzolla

No al commissariamento del Bon Bozzolla: sarebbe un danno enorme. Sernagiotto e il “sistema” dei commissariamenti delle Ipab

Ho seguito con attenzione l’evolversi della situazione dell’Istituto Bon Bozzolla di Soligo. Con attenzione e con la giusta discrezione, nella […]

Ho seguito con attenzione l’evolversi della situazione dell’Istituto Bon Bozzolla di Soligo. Con attenzione e con la giusta discrezione, nella convinzione che la politica non debba entrare nelle dinamiche che sottendono nomine ed equilibri nei cda di enti e istituzioni. Ad esempio, leggendo le cronache relative all’Israa di Treviso, ho notato un eccessivo protagonismo dietro le quinte da parte dei partiti e in particolare dell’assessore regionale alle politiche sociali Remo Sernagiotto e dei suoi uomini. Una vicenda tutta interna ai rapporti conflittuali tra il Pdl e la Lega e in seno Carroccio, ma che ai cittadini e agli ospiti delle strutture interessa ben poco. E che soprattutto nuoce a una corretta e trasparente gestione di questi istituti.

Non vorrei che anche con il Bon Bozzolla la politica ci mettesse di nuovo lo zampino. Dopo mesi di inerzia del suo ex presidente, dimessosi nei giorni scorsi, mi auguro che si recuperi il tempo perduto, dando corso a una serie di impegni. Ora, con l’elezione del nuovo presidente, ci sono le condizioni per rispondere ai chiarimenti richiesti dal responsabile del politiche sociali della Regione Veneto, per avviare i lavori di manutenzione straordinaria e per dotare l’Istituto di un nuovo vertice amministrativo nella figura del direttore generale.

Nel caso del Bon Bozzolla mi pongo anche una serie di domande. A chi gioverebbe, in questo momento, un commissariamento dell’Istituto? Come mai il sindaco di Farra di Soligo spinge pubblicamente per questa soluzione e per azzerare un cda che lui stesso ha nominato? Come mai in questi mesi i cinque consiglieri di amministrazione del Bon Bozzolla non sono stati ascoltati dal loro ex presidente e sono stati mortificati nel loro ruolo? Per quale motivo non è stato chiuso l’accordo di programma con l’Ulss 7, più volte sbandierato come cosa fatta?

Il commissariamento, oltre che un’indebita ingerenza della politica e la premessa per nuove lottizzazioni, sarebbe un modo per spalmare le responsabilità su tutto il cda, quando invece è di tutta evidenza che siamo di fronte al fallimento gestionale dell’ormai ex presidente che per mesi ha portato avanti in assoluta autonomia e senza risultati la trattativa  per definire l’accordo di programma. Di tempo ne è stato perso ormai abbastanza. Una fase di commissariamento sarebbe oltremodo dannosa per un Istituto, il Bon Bozzolla, che costituisce un patrimonio importante per tutto il Quartier del Piave.

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