Alfano

Mi sono astenuta, ma le dimissioni di Alfano sono un obbligo istituzionale

“Assieme ad altri sette senatori del PD mi sono astenuta sulla decisione in merito alla mozione di sfiducia nei confronti […]

“Assieme ad altri sette senatori del PD mi sono astenuta sulla decisione in merito alla mozione di sfiducia nei confronti di Alfano che si voterà domani. Non possiamo dare nemmeno l’impressione di considerare intoccabile una parte della casta e di essere cattivi con i buoni e buoni con i cattivi”. Questo il commento di Laura Puppato, al termine della riunione del gruppo PD al Senato durante la quale è intervenuta in maniera molto dura. “Siamo dinanzi ad una vicenda incredibile dal punto di vista istituzionale, del diritto internazionale dei fanciulli, con un blitz che somiglia molto ad un rapimento di una coniuge e una figlia di un rifugiato politico. Siamo in presenza della violazione di almeno 4 articoli della Convenzione dell’Onu sui diritti dell’infanzia del 1989 che l’Italia ha ratificato nel 1991. Inoltre il Consiglio d’Europa cita il Kazakhistan come un Paese nel quale non si possono estradare neppure i terroristi, perché applica la tortura in maniera sistematica.

Dinanzi a tutto questo è chiaro che una scelta di buon senso avrebbe portato il ministro competente alle dimissioni. Tutta la vicenda evidenzia il fatto che non abbiamo una politica con la schiena dritta, capace di trasparenza e di un senso di responsabilità. Un elemento che deve far riflettere il Partito Democratico, il suo segretario, tutti noi. Serve un sussulto istituzionale. Non  riusciamo a far valere una logica di rispetto delle istituzioni. Salvo alcuni casi limitati, vedi Josefa Idem ed il suo eccesso di vigore, si rimane attaccati alla poltrona. Non possiamo fingere che ci sia una “ragion di Stato”, perché siamo dinanzi solo ad un’inutile pretesa da parte del ministro Alfano di rimanere al suo posto. Un rimpasto di governo è possibile, come è accaduto in altre circostanze ben meno gravi. Non è sufficiente una presa di pozione verbale del capogruppo Zanda, serve un atto di censura molto forte sull’operato del ministro”.

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