Greenpeace- carbone

L’Enel compra carbone da chi maltratta, picchia e inquina in Colombia? L’Italia non può tacere

“I ministri dell’Economia e dello Sviluppo economico intervengano sul caso sollevato da ‘Il Fatto quotidiano’ relativo a due discutibili partner […]

“I ministri dell’Economia e dello Sviluppo economico intervengano sul caso sollevato da ‘Il Fatto quotidiano’ relativo a due discutibili partner commerciali di Enel, la società statunitense Drummond e la svizzera Prodeco, al centro di indagini giudiziarie e giornalistiche sia in Colombia che negli Usa per il loro atteggiamento spregiudicato nei confronti dell’ambiente e dei diritti dei lavoratori delle miniere di carbone colombiane. In particolare chiediamo al governo di riferire in Parlamento rispetto alle verifiche che l’Enel stessa si è impegnata a svolgere sull’argomento”. Lo dice la senatrice del Pd Laura Puppato, che ha presentato un’interrogazione parlamentare sottoscritta anche dai colleghi del Pd Stefania Pezzopane, Maria Teresa Bertuzzi, Pasquale Sollo, Silvana Amati, Giorgio Pagliari, Donatella Albano, Gianni Pietro Girotto (M5s), Hans Berger (Autonomie), Marino Germano Mastrangeli (Misto).

“Dal Rapporto dell’istituto di ricerca olandese Somo dal titolo ‘Colombian Coal in Europe – Imports by Enele as a case study, commissionato da Greenpeace e reso noto dal Il Fatto quotidiano – spiega Laura Puppato nell’interrogazione – risulta che Enel acquista importanti quantitativi di carbone da Drummond e  Prodeco e la stessa Enel non ha mai  smentito questi rapporti commerciali. Si tratta di due società che almeno dal 2001 sono al centro di indagini  giudiziarie e giornalistiche per comportamenti spregiudicati  sulle tutele ambientali e per aver violato diverse volte i diritti sindacali ed umani dei lavoratori, sottoponendo a maltrattamenti fino alla tortura i rappresentanti sindacali e gli abitanti che vivono al confine con le miniere, anche per occultare le drammatiche condizioni di lavoro cui sono costretti  e le criticità ambientali prodotte. Secondo BBC e Reuters, entrambe le compagnie si sarebbero macchiate di crimini ambientali particolarmente gravi e intratterrebbero rapporti di reciproco scambio con l’AUC (United Self Defence Force of Colombia) e altre milizie paramilitari colombiane. Tutto ciò stride sia con il codice etico di Enel che con la mission dell’organismo di autocontrollo Better Coal, al quale Enel ha dato vita insieme con altre dieci grandi compagnie europee e che dovrebbe perseguire la tutela ambientale e dei diritti umani e sociali”.

Roma, 10 luglio 2014

 

Lascia un commento