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Laura Puppato: “Depositata l’interrogazione per salvare gli Istituti italiani di cultura all’estero”

INTERROGAZIONE ORALE CON CARATTERE DI URGENZA (ex art. 51 Reg. Senato) Al Ministro degli Affari esteri, al Ministro dell’Economia e […]

INTERROGAZIONE ORALE CON CARATTERE DI URGENZA

(ex art. 51 Reg. Senato)

Al Ministro degli Affari esteri, al Ministro dell’Economia e delle Finanze

Premesso che:

secondo quanto consta all’interrogante, nel corrente mese,  in applicazione dell’ articolo 2, commi 1,2,5, di cui al Decreto Legge 8 luglio 2012, n. 95, recante “Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini nonché misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario” convertito con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, il Ministro degli affari esteri avrebbe apposto la propria firma al decreto interministeriale avente ad oggetto la  soppressione degli istituti italiani di cultura all’estero di Lussemburgo e Salonicco e, contestualmente, delle sezioni distaccate di Wolfsburg, Francoforte sul Meno, Vancouver, Ankara, Grenoble e Innsbruck e inviato alla firma del Ministro dell’Economia e Finanze;

nella seduta n. 210 del 18 marzo 2014 è stata depositata in Senato una mozione, con la quale si impegna il governo a sospendere la soppressione degli istituti italiani di cultura all’estero. Tale mozione, è ultima di una lunga serie di interventi di indirizzo politico presentati in Parlamento al fine di  arrestare lo smantellamento della rete diplomatica italiana; a seguito degli interventi predetti, sono stati cancellati  dalla lista degli enti da sopprimere gli istituti di cultura di Lione e Stoccarda;

negli ultimi dieci anni si sono tenuti concorsi molto selettivi per assumere ruoli di addetto o direttore presso tali istituti, limitando il ricorso a nomine politiche, responsabili dell’incremento di spesa improduttiva.

Considerato inoltre che:

gli Istituti Italiani di Cultura rappresentano un capitolo ridotto di spesa per la diplomazia italiana,  presentando  spesso bilanci in attivo, come il caso dell’Istituto  di Salonicco che, a fronte di 10.000 euro di dotazione ministeriale, grazie alla disponibilità di un immobile demaniale, ne guadagna circa 150 mila tramite l’insegnamento della lingua italiana;

diverse istituzioni estere sono intervenute per fermare la chiusura dei medesimi istituti; tra questi il comune di Lione, il Ministero degli Esteri lussemburghese, diverse istituzioni turche e, non ultimo, il comune di Wolfsburg che, con una lettera del 17 gennaio 2014 del direttore della divisione cultura dott. Andreas Meyer, si impegna ad aumentare i fondi per l’istituto a carico del Comune oltre agli attuali Euro  75.600 euro, coprendo così l’intero costo dell’ente in oggetto. Tale impegno è stato ribadito da una risoluzione del consiglio comunale, nella quale si chiede al Ministero degli Affari Esteri italiano di  garantire la prosecuzione del lavoro dell’istituto, da decenni considerato parte integrante del panorama culturale di Wolfsburg e della Bassa Sassonia, considerato che nella sola città risiedono 8.000 connazionali molto inseriti nella comunità locale. Al contempo nella città di Ankara, i proprietari dell’immobile, concesso in locazione alla sede distaccata di Istanbul, hanno espresso la loro disponibilità ad una riduzione del canone di locazione al fine di garantire la permanenza dell’istituto;

secondo la tabella 5 della “Relazione tecnica al decreto interministeriale in attuazione dell’articolo 2, del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito dalla legge 7 agosto 2012, n. 135”, la stima totale dei risparmi dovuti alla soppressione degli IIC è di 697.446,68 euro, ma tale cifra sembra sovrastimata, considerato soprattutto che include 170.000 euro di risparmio dovuti alla chiusura delle sezioni di Grenoble e Innsbruck, le quali non sono più operanti da tre anni, e che conteggia due funzionari per sezione, mentre in molti IIC, tra cui Lussemburgo, Ankara e Salonicco, da anni lavora un solo funzionario;

una stima più realistica dunque è ampiamente al di sotto dei 500 mila euro di risparmi, cifra che, ad ogni modo, non considera le entrate, spesso molto alte, che si hanno attraverso i corsi di lingua e le altre manifestazioni, nonché i contributi dati da enti stranieri per gli IIC, il risparmio sembra dunque essere irrisorio se paragonato alla perdita netta per il sistema diplomatico italiano;

secondo i dati CGIL un risparmio uguale si potrebbe ottenere semplicemente sostituendo dieci direttori nominati per “chiara fama” con personale di ruolo (almeno 400 mila euro) e sopprimendo l’istituto degli “esperti culturali” di nomina politica che accumulano stipendi o indennità fino a 10 mila euro mensili. Va rilevato che queste figure sono state nominate via via dai ministri succedutisi spesso con procedure poco trasparenti, che sembrano corrispondere più alla logica del favore clientelistico, che a necessità del sistema italiano culturale all’estero;

non si comprende il senso di alcune chiusure, visto che in alcuni casi, come Salonicco e Wolfsburg, le medesime comporterebbero una perdita economica per l’Italia, mentre in altri, come Ankara e Lussemburgo, i risparmi risulterebbero irrisori, tanto più a fronte della perdita di lustro internazionale che ne deriverebbe;

il ricorso a tagli indiscriminati, rischia di compromettere l’immagine dell’Italia all’estero, riducendo la spesa produttiva del Paese anziché colpire gli sprechi;

in tutte le aree colpite dai tagli sono in atto petizioni ed altre iniziative per garantire il proseguo del lavoro di tali istituti, che nel tempo si sono ritagliati uno spazio prezioso nelle diverse città in cui sono presenti.

Si chiede di sapere:

quali siano le valutazioni dei Ministri in indirizzo in merito ai fatti esposti in premessa e se vi sia stata un’approfondita analisi qualitativa nonché quantitativa dei capitoli di spesa da sopprimere e se si siano considerati gli effettivi bilanci degli Istituti Italiani di Cultura all’estero,  prima di procedere alla definizione di tali soppressioni;

se non ritengano di dover procedere con la massima urgenza a rispondere ai numerosi atti di indirizzo e di sindacato ispettivo, presentati sul tema in entrambi i rami del Parlamento,  al fine di consentire un pieno coinvolgimento del Parlamento nella definizione dei tagli da eseguire.

PUPPATO, LO GIUDICE, D’ADDA, LIUZZI, MASTRANGELI, PEZZOPANE, SCALIA, MATTESINI, IDEM, TOCCI, RICCHIUTI, ALBANO, MINEO, PUGLISI

 

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