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La scissione un abisso, non rinunciamo al sogno PD

La scissione è un abisso che ci frammenta in mille partitini di sinistra, destinata a diventare irrilevante.

Oggi siamo in molti ad essere frastornati, ci siamo risvegliati stamattina chiedendoci “ma sarà vero/non sarà vero?”, “succederà realmente?”. È come se ieri, i nostri genitori un po’ litigiosi ma in fondo innamorati della loro famiglia, ci avessero comunicato l’intenzione di divorziare scaricando reciprocamente le responsabilità, perché non c’è più sintonia, né accordo su chi apre e chi chiude casa, chi prende il treno e chi usa l’auto, insomma cose banali che insieme paiono irrisolvibili perché è sempre l’ultima goccia, ci dicono, che fa traboccare il vaso. Il vaso era già colmo e nessuno ha contribuito a svuotarlo. Testardamente osserviamo annichiliti, tutto ciò ci appare assurdo, e si materializza molto più grave il danno prodotto rispetto al beneficio di non dover più discutere e litigare sulle varie questioni. Non capiamo perché si è preferito altro rispetto al formare una barriera unita e non fragile contro le avversità.

Il PD è l’unico partito a cui sono stata mai scritta, non ho la sindrome da ex…i partiti precedenti non li avevo conosciuti se non come elettrice. Da 10 anni c’è il PD, orgogliosamente PD, lo sfondo bianco-rosso e verde a rappresentare l’Italia quale unico obiettivo, anche nel mio lavoro politico.
Nessuno dei militanti con cui ho parlato vuole lasciare il PD, nessuno pare accettare se non volere la scissione. Ma allora chi la vuole? Più che una spaccatura del partito, mi sembra una spaccatura della nomenclatura del partito.

Abbiamo oggi l’opportunità di confrontare diverse mozioni in un congresso, lasciamo che siano gli iscritti e i simpatizzanti a scegliere quale opzione scegliere, senza arrogarci il diritto di interpretazioni distantissime dalla realtà. Spero che la notte abbia portato consiglio, fuori dal PD c’è un universo di partitini di sinistra che si azzannano tra loro per spartirsi percentuali minime di elettorato. In questo scenario gli Italiani si orienteranno giustamente altrove, e la sinistra tornerà indietro di 20 anni, ridotta ai margini della politica italiana, impegnata in un’inutile gara di purezza…

Ieri Salvini ha praticamente parlato di pulizia etnica, non se n’è accorto nessuno, davvero nello scenario italiano e internazionale che stiamo vivendo, si può decidere di rompere il più grande partito italiano perché la data del congresso è quella o quell’altra?

Non stiamo giocando con i lego, ma con un vaso di ceramica, una volta rotto, è rotto per sempre.

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