CdE

I lavori del Consiglio d’Europa a Nicosia

Il 12 e il 13 Maggio a Nicosia (Cipro) ho partecipato per conto del Parlamento Italiano al lavoro della commissione […]

Il 12 e il 13 Maggio a Nicosia (Cipro) ho partecipato per conto del Parlamento Italiano al lavoro della commissione affari sociali e ambiente del Consiglio d’Europa.

Il primo giorno si è incentrato sul “Modello sociale europeo” da costruire qualificandolo con un set di normative giuridiche e di prassi miranti a promuovere politiche solidaristiche e quanto più possibile omogenee nei diversi paesi.

Si sono individuati 6 pilastri su cui lavorare: le norme legali per i diritti dei lavoratori, il tema del salario minimo, il diritto di sciopero, la sanità e le pari opportunità, il dialogo sociale, la carta sociale EU e gli aiuti bancari.

L’analisi economica dei bilanci statali e regionali ha visto le spese sociali nei Paesi UE ed extra UE crescere con la crisi, ma in modo insufficiente e non adeguato alla gravità dal situazione. Ha visto attivarsi la scure dell’Europa sui bilanci sballati, con una eccessiva politica portata avanti dalla Troika, spietata e persino non utile in molti casi.

Mario Draghi afferma però che il modello sociale EU è morto durante la crisi, ciò che è stato smantellato va recuperato. In effetti, un po’ ovunque e maggiormente nei Paesi più in crisi, si è tagliato il salario minimo, le condizioni di lavoro sono peggiorate. Vi sono stati persino pesanti tagli ai sussidi come ad esempio in Ungheria e in Spagna. Le contrattazioni collettive sono saltate e hanno avuto la meglio le contrattazioni locali e ciò ha significato un po’ ovunque salari adeguati verso il basso.
Inoltre si è avuta una politica fiscale iniqua: l’Italia è’ stata una tra i peggiori esempi.
Le conseguenze sono state contratti senza protezione es. ad ore zero nel Regno Unito, sono aumentate le diseguaglianze, è aumentata la povertà dei lavoratori, sono stati erosi i redditi della classe media.
Vi è stata riduzione del consumo delle famiglie fino a oltre – 20% in un solo anno. E’ aumentata la disoccupazione giovanile anche oltre il 50%…non c’è più stata la concertazione con le parti sociali.

A Torino il 17 e 18 ottobre 2014 avremo uno speciale incontro con la sottocommissione del consiglio d’Europa che vedrà al centro del dibattito politico la “carta sociale Europea” il cui lavoro è però in larga parte ancora da impostare, in ogni caso dovrà puntare su diritti alla salute, previdenza sociale e welfare, con particolare riguardo al lavoro inclusivo, che si concentri sui gruppi più vulnerabili donne, minori etc.., alla coesione sociale e territoriale, affinché nessuno sia estromesso.

Il secondo giorno abbiamo lavorato sul tema dei cambiamento climatici 
Dopo Kyoto dobbiamo cercare un consenso per 196 paesi al mondo, non si può fare da soli e oggi la situazione è talmente critica ed evidente che pare sia in dirittura d’arrivo per l’incontro di Parigi 2015 un unico blocco con Europa, Cina e U.S.A. disposti ad abbracciare  il trattato di Kyoto Spostando in avanti qualche obiettivo e conseguentemente la data per raggiungerlo.
Oggi il 96% degli scienziati affermano che i cambiamenti climatici hanno relazione stretta con le emissioni in atmosfera, dunque nessuno può più nascondere le sue responsabilità sulle conseguenze sempre più deleterie che il clima impazzito produce.
Dunque è in arrivo un accordo per inglobare molte nazioni recalcitranti.
USA e Cina hanno grandissimo livello di emissioni, ma hanno anche situazioni interne non facili da risolvere. Obama per esempio non riesce a far approvare nulla di concreto sul tema al suo Congresso e la Cina senza gli USA non approverà nulla dunque è fondamentale avere gli USA e la Cina con noi.
L’America approverà questa riduzione di CO2 in atmosfera perché lo vuole Obama, a quel punto si ritiene che la Cina sarà pronta a seguire.  La proposta è che tutte le nazioni approvino preventivamente a Parigi 2015 una legge sul cambiamento climatico. Vi è bisogno di un organismo indipendente che verifichi che gli impegni vengono rispettati. L’Unione Europea deve fare da traino e trovare accordi, allora Parigi sarà il vero post Kyoto.

Lascia un commento