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Fecondazione eterologa: sentenza chiara, il ministero della Salute emani le linee guida

“La sentenza con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del divieto di fecondazione eterologa è molto chiara, specie […]

“La sentenza con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del divieto di fecondazione eterologa è molto chiara, specie nel punto in cui specifica che non si è creato un vuoto normativo a causa della sua emanazione. E’ per questo che al Senato, con un cospicuo gruppo di colleghi del Pd,  stiamo per presentare una mozione che impegna il governo ad emanare al più presto nuove linee guida per disciplinare e rendere possibile la fecondazione eterologa anche in Italia”. Lo dice la senatrice del Pd Laura Puppato.
“Con la sentenza del 9 aprile scorso – spiega ancora Laura Puppato – la Corte costituzionale ha stabilito che il divieto per le coppie sterili di ricorrere alla fecondazione eterologa costituisce una discriminazione, anche di carattere economico, che il diritto ad avere figli è incoercibile e la scelta di diventare genitori è espressione della libertà della coppia di autodeterminarsi. Inoltre, la Corte ha chiarito che non si è creato un vuoto normativo, dal momento che il legislatore aveva già previsto e normato con la legge 40 il possibile ricorso all’eterologa da parte di coppie italiane all’estero e dunque si rende solo necessario aggiornare le linee guida del ministero della Salute. Si tratta di una sentenza esplicita, chiara ed anche facilmente applicabile, destinata a cancellare una discriminazione che ha portato tantissimi italiani all’estero: basti pensare che il 31% delle coppie costrette ai viaggi sono italiane e che il 63% delle coppie che in Spagna ha fatto ricorso alle tecniche di Procreazione medicalmente assistita proviene dal nostro Paese è ha speso tra i 2500 e gli 8000 euro. E’ per questo che porteremo presto in aula una mozione con cui impegniamo il governo ad emanare nuove linee guida che diano piena attuazione alla sentenza. Si tratta di disciplinare la cosiddetta ‘doppia eterologa’, di istituire un database dei donatori e dei riceventi, di garantire la gratuità della donazione e di definire i protocolli medico-scientifici dell’eterologa”.

Roma, 11 giugno 2014

 

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