Energia, incontro con Miguel Arias Canete, Europa all’avanguardia ma occorre fare di più

Incontro con il commissario europeo per l'azione per il clima e per l'energia

Dopo l’incontro con Miguel Arias Canete, commissario per l’azione per il clima e l’energia della UE, possiamo dire che il bicchiere è mezzo pieno. L’Europa infatti si conferma l’area del pianeta che ha maggiormente compreso l’importanza e l’urgenza di correre ai ripari con politiche volte ad una crescita sostenibile, dunque azioni per lo sviluppo di efficienza energetica e riduzione di gas serra. Oggi siamo consapevoli che non possiamo frenare ma anzi occorre uno scatto in più per arrivare all’ambizioso obiettivo di non superare i 2 gradi centigradi di innalzamento di temperatura sul pianeta, obbligatorio secondo tutti gli studi scientifici per evitare catastrofi naturali di immane portata.

L’incontro con M.A.Canete, in previsione di COP Paris 2015, ha toccato molti punti fondamentali. Sul piano del mercato energetico serve oggi uno sviluppo delle reti comuni, che rafforzi l’interconnessione e le reti intelligenti diminuendo il pauroso spreco oggi esistente, integrazione dunque a livello interregionale e interstatale, al fine di garantire maggiore efficienza e prezzi più bassi, più trasparenza sulle fonti e sui costi, quindi maggiore competitività. Si deve infatti puntare molto su gas, elettricità, fonti rinnovabili ed efficientamento per diminuire la nostra dipendenza dai paesi extra-UE, che ci ha visto indebolirci ulteriormente nel caso della crisi ucraina, ma anche per contrattare termini favorevoli nell’ambito del TTIP. Non a caso si è discusso sulla necessità di allargare le intese extra-UE ai paesi limitrofi come la Tunisia, al fine di garantire maggiore unità di intenti anche con paesi terzi, amici.

Esistono certamente incoerenze interne, come il caso della Polonia che usa prevalentemente il carbone per le sue necessità energetiche con enormi costi per Ets. Le tecnologie per catturare i gas serra sono a tutt’oggi insufficienti e troppo costose, di qui la necessità di accelerare anche sulle tecnologie volte alla cattura del carbonio, a permettere l’immagazzinamento dell’energia prodotta da fonti rinnovabili e a migliorare il sistema delle batterie elettriche. L’europa e’ infatti leader mondiale su rinnovabili ed efficentamento e dunque deve percorrere in fretta anche queste strade, finanziando R&S per garantire vi siano brevetti EU sui campi più specialistici e attinenti l’energia del futuro.

Inoltre, a mia precisa domanda, Canete si è assunto una nuova rilevante  determinazione in Commissione UE, garantendo l’impegno a procedere con il recupero di materia prima e alti obiettivi di riciclo come previsti dal piano dell’economia circolare indicato dalle risoluzioni UE, oggi sospese.

Interessante l’analisi che vede sul tema efficienza energetica un cambio di rotta, dai grandi e costosi progetti ai piccoli, persino micro, progetti, assai più redditizi in termini di costo-qualità e funzionali a politiche di sviluppo locale ed EU. Anche in questi campi, come su tutti gli altri, è propedeutica l’integrazione delle politiche nazionali, europee e per molti aspetti mondiali. Di qui la necessità di saper guardare avanti e non ai soli, malati, localismi che frenano uno sviluppo responsabile a livello planetario, dimenticando che attraverso l’energia comune ed efficiente si avranno notevoli riduzioni di costi e maggiore sicurezza nell’approvvigionamento e nelle emissioni.

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