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Disabilità, nessuno dovrebbe essere messo nella condizione di scegliere il suicidio assistito per mancanza di assistenza

Il lavoro sul testamento biologico continuerà, le opposizioni tolgano il veto su questa legge e ritirino i troppi emendamenti

Non è immaginabile che in uno Stato civile vi siano delle persone che si trovino nella condizione di dover scegliere il suicidio assistito, dovendo tra l’altro emigrare in Svizzera e quindi morire lontano da casa, perché la mancanza di un’assistenza adeguata diventa la causa dell’incapacità di tollerare una vita che potrebbe invece essere ancora molto ricca. La storia di Loris Bertocco (puoi leggerla qui) raccontata al quotidiano La Repubblica, è veramente indegna del nostro paese.

In questi anni il lavoro sui temi assistenziali e sociali è stato incessante, a partire dalla legge sul Dopo di noi, ill reddito di inclusione e il provvedimento sulla lingua dei segni, fino a quelli ora in discussione al Senato, sugli orfani da omicidio domestico e sui care giver, i tanti familiari che dedicano la loro intera vita all’assistenza di parenti non autosufficienti, di cui è assai vicina la conclusione dell’iter parlamentare. La legge sul testamento biologico, che non prevede comunque alcuna forma di eutanasia o suicidio assistito, sulla quale ieri c’è stata una nuova riunione dell’intergruppo di lavoro di cui faccio parte, si trova ora in commissione: la volontà di portarla a termine è forte e se le opposizioni non ritireranno almeno in parte i numerosi emendamenti permettendo che si vada in aula regolarmente ovvero con un relatore, andremo in aula anche senza per tentare di concludere l’iter prima della scadenza della legislatura.

Da parte di Governo e Parlamento nazionale c’è stata una vera svolta sui temi sociali, nonostante resistenze inspiegabili, in Regione Veneto invece stiamo percorrendo la strada all’esatto contrario. Come sia stato trattato il sociale lo dimostrano i fatti, che vedono oggi gravi accuse pesare sul comparto retto dall’assessore Sernagiotto che Zaia ha nominato e tenuto con sé per una legislatura, nonostante le forti critiche che l’assenza di qualifica sul tema fosse chiara e perciò risultasse inopportuno e preoccupante affidargli un assessorato così sensibile e rilevante. È obbligatorio che la Regione Veneto riveda le proprie politiche sociali e adotti gli strumenti necessari per dare piena assistenza a tutte le persone che a causa della propria disabilità vivono situazioni molto difficili.

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