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DDL Lingua dei Segni, continua stagione dei diritti al fianco delle famiglie coraggio

Assieme alla famiglia Fantin di Paese sono riuscita ad aumentare la casistica di persone che avranno diritto a questo aiuto

Con il testo per il riconoscimento della Lingua dei Segni italiana (Lis), che speriamo diventi presto legge, continua la straordinaria stagione dei diritti inaugurata dal Pd con questa legislatura. Questa proposta consentirà alle persone sorde, soprattutto ai minori con disabilità uditive e sordocieche che utilizzano la Lis e Lis tattile la piena integrazione nella scuola, con l’ausilio dell’assistente alla comunicazione o dell’assistente all’autonomia, cioè di insegnanti in grado di utilizzare più registri linguistici. Grazie ad un mio emendamento, il testo servirà anche ai bimbi con disabilità comunicative non dovute alla sordità. Quest’ultimo risultato si deve alla famiglia Fantin di Paese che ha adottato una bimba muta a causa della disprassia oro-facciale. La mamma della bimba ha combattuto come una leonessa per avere un sostegno scolastico adeguato e professionale per la figlia. Proprio lei si è messa in contatto con me e insieme siamo arrivate al risultato di inserire nel disegno di legge anche questa casistica.

Il disegno di legge che il Senato sta per approvare premia l’impegno di tante famiglie coraggio e di tanti istituti scolastici all’avanguardia, colmando un gap di oltre 20 anni, perché le buone pratiche oggi esistenti ma puntuali, siano invece obbligatorie, chiare e diffuse su tutto il territorio nazionale. Molto positivo che da ora si avvii la formazione secondo i migliori standard di insegnanti specializzati nella Lingua dei segni e che si cerchi l’inclusione dei bimbi offrendo anche ai loro coetanei l’apprendimento della Lis.

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