Cyberbullismo1

Cyberbullismo, intervento al Senato

Il mio intervento nella discussione del ddl sul cyberbullismo, approvato il 31 gennaio

Signor Presidente, esprimo anche io un ringraziamento davvero speciale ai colleghi che si sono occupati di questo disegno di legge, in particolare alla collega Ferrara, che lo ha fortemente voluto e portato avanti con determinazione, per le ragioni già espresse, insieme con il relatore Palermo e a tutti coloro che hanno contribuito a questo risultato.

Voglio dirlo all’inizio del mio intervento: non siamo mai totalmente orgogliosi, ma credo si possa essere relativamente orgogliosi, come legislatori, di approvare un’ennesima legge nel solco dell’attività politico-legislativa che nasce, particolarmente in questa legislatura, dalla volontà di colmare lacune legislative e giuridiche rispetto a diritti di cittadini meno tutelati degli altri, siano essi minori, disabili, mondo femminile, omosessuali. In questo solco approviamo questo disegno di legge, ben coscienti che una sola legge non potrà risolvere tutto, neanche in questo caso: anche la migliore delle leggi, come diciamo spesso, non offre totale garanzia, ma insieme alla legislazione, deve essere accentuata una conoscenza, una cultura generale, perché deve crescere la riprovazione della società rispetto agli abusi e alle mancanze di rispetto.

Deve crescere anche la solidarietà, lasciatemelo dire. Questa mattina ha avuto diffusione virale il video drammatico di un ragazzo di ventidue anni, un rifugiato nero, che ha deciso di suicidarsi a Venezia. Qualcuno ha gridato «Africa, Africa!» invece di tentare di soccorrerlo e questo evidentemente non può che essere riprovevole e lasciarci addolorati. È compito nostro, di tutta la società, delle famiglie e della scuola mettere in campo tutto il possibile affinché fatti del genere non accadano. Il cyberbullismo, di cui ci occupiamo oggi, è una pratica intimidatoria, violenta, volgare, con cui il singolo o, ancor peggio, il gruppo aggrediscono un individuo, una vittima, che diventa preda e che pian piano viene isolata dal contesto sociale. Esso gode, attraverso il web, dell’anonimato, dato dai nickname, che lasciano coperte le identità, a svantaggio di vittime che non hanno più pace.

Un altro degli elementi determinanti di questa crudeltà è il suo carattere infinito: quella brutalità si procrastina all’infinito e, fino a questo provvedimento, difficilmente si riusciva a cancellarne la matrice sul web.

Donne, omosessuali, bimbi sono le vittime più frequenti nell’ambito del web. Ecco perché non vogliamo che la rete sia anarchia, dove i soggetti più deboli soccombono in nome di una libertà totalmente fittizia, che assomiglia molto ad una crudeltà.

La rete, con questo complesso di norme, inizia ad avere degli anticorpi, ma è necessario dotarsi di tutti gli strumenti per distinguere le situazioni e per riconoscere fonti competenti da fonti che non lo sono. È necessario affrontare di petto il tema della rete, anche all’interno della sfida culturale della parificazione, per fermare ogni forma di sopruso e violenza tra i generi.

Circola un video, ancora in queste ore, in cui si rappresentano due mele, identiche fuori, rosse, turgide, mature, belle; la prima è perfetta anche internamente, mentre la seconda ha ematomi profondi, che la deteriorano sempre di più, fino ad evidenziarne, anche fisicamente, la sofferenza. A dispetto di quella normalità iniziale esterna, quindi, abbiamo due processi inversi. Trovo l’esempio molto significativo dell’enormità dei danni che una persecuzione, un timore che si perpetua, uno stalking informatico procurano in soggetti più deboli, soprattutto minori, troppo spesso privi di strumenti di difesa personale ed esposti dunque a qualsiasi rischio in relazione alla loro salute psicofisica. Tutto questo spesso diventa inaccettabile e porta persino al suicidio, alla morte.

Credo che oggi stiamo facendo una buona cosa. Auspico che la Camera dei Deputati provvederà in tempi rapidissimi alla definizione di questo provvedimento. Competerà poi a tutti noi, come hanno ben detto i colleghi che mi hanno preceduto, portare avanti questa importante azione di informazione generale nelle scuole e non solo. Grazie davvero.

Tags: , ,

Lascia un commento