Consumo di suolo, Serve svolta culturale, il suolo è un bene prezioso e limitato

Sintesi dell'intervento alla Giornata per il suolo di ISPRA

Luigi Enaudi aveva visto molto lontano quando nel ’51 parlava di lotta al consumo di suolo come massimo compito della politica, ma purtroppo su questo tema c’è stato un lungo silenzio delle istituzioni italiane, almeno fino alle iniziative del Ministro Catania e fino ad oggi, quando finalmente affrontiamo questi problemi di petto così come da anni l’Europa richiede ai paese membri.

La situazione in Italia è emergenziale, l’impermeabilizzazione del territorio è doppia rispetto alla media europea, con punte oltre il 10% in territori come la Lombardia e il Veneto e ancor più preoccupa che, nonostante la crisi, la cementificazione non abbia cessato di aumentare. Tutto questo è fortemente correlato con i danni economici e umani patiti dal nostro paese per il dissesto idraulico e geologico che, nella sola storia repubblicana, conta numeri simili a quelli di una guerra e valori di oltre 61mld di euro. Si aggiunga che larga parte dei volumi costruiti sono inutilizzati o necessiterebbero di riqualificazione, pure se si tende a costruire continuamente ex novo.

Il disegno di legge approvato alla Camera ha già molti, positivi aspetti, tra cui il censimento dei volumi vuoti, l’osservatorio da realizzare per monitorarne l’evoluzione, la disciplina stringente che adotta strumenti di pianificazione oggi inesistenti, nonché la delega sostitutiva a carico di Stato e Regioni in caso di inadempienza prolungata degli enti preposti. Molto interessante è anche l’innovativa formula che vede i compendi agricoli neorurali dover osservare l’obbligo di conservare indivisa la superficie agricola gestita per almeno un ventennio, recuperando il valore della terra come bene indivisibile. Altri aspetti che riguardano gli strumenti di cui dotare professionisti e comuni, la rilevanza del verde urbano nelle città, della riduzione degli sprechi energetici e ambientali grazie agli ecoquartieri e alle cinture urbane a verde, saranno oggetto del prossimo lavoro in Senato, al fine di considerare il paesaggio nella sua accezione olistica di componenti naturali e umane solidalmente conviventi.

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