Scaroni

Condanna per disastro ambientale, Tatò e Scaroni non possono più ricevere incarichi nelle aziende pubbliche

“La condanna di Tatò e Scaroni è il segno di una cultura ambientale che sta cambiando anche nelle istituzioni più […]

“La condanna di Tatò e Scaroni è il segno di una cultura ambientale che sta cambiando anche nelle istituzioni più importanti come la magistratura, la cura della sostenibilità ambientale da parte dell’industria italiana deve diventare centrale nel discorso sullo sviluppo economico dei prossimi anni” così Laura Puppato, dopo la sentenza che condanna gli ex-dirigenti ENEL “A Porto Tolle è andato in scena un altro dei disastri ambientali di questo paese, che dal Vajont fino all’ILVA ha subito enormi perdite e infiniti disastri dovuti alla spregiudicatezza di qualche imprenditore e alla poca attenzione dello Stato. Abbiamo avuto più di un esempio di quanto produrre senza avere alcuna cura del territorio provochi danni economici e alla salute che sono inestimabili e aggravi il sentimento di sfiducia nei confronti dell’impresa e della politica italiane”. “Un’impresa che sia sostenibile è nell’interesse di tutti, perché crea un sistema industriale efficiente e capace di legare con il territorio, creando sinergie” ha continuato la senatrice democratica “l’impresa, soprattutto se pubblica come ENEL deve essere conscia del proprio ruolo sociale nel territorio, deve essere conscia dell’onore e dell’onere di rappresentare lo Stato, è perciò particolarmente odioso che  incuria e spregiudicatezza siano i metodi utilizzati da chi governa aziende pubbliche”. “Deve essere chiaro a chi nominerà i prossimi dirigenti che i nomi di Scaroni e Tatò, assieme ai tanti che hanno accumulato procedimenti in questi anni, non devono essere più disponibili a conferme o nuovi incarichi, ne va della credibilità di tutto il Paese” ha concluso.

31 marzo 2014

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