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Colonia, Atti ignobili, ma mai riaccendere il razzismo parlando di guerra di civiltà

Quanto successo a Colonia è puro e semplice maschilismo violento

Quanto successo a Colonia e in altre città tedesche la notte di Capodanno è un brutale attacco alla libertà occidentale, che da tempo ha conquistato il diritto irrinunciabile della libertà di movimento indifferentemente, per uomini e donne. È chiaro che per taluni questa libertà ancora rappresenta una minaccia ai propri costumi, ma non per questo vi rinunceremo, anzi, la riaffermeremo con maggior forza. La Germania ha istituzioni capaci di reagire con fermezza e reprimere ogni forma di violenza sessista.

Mi spiace che professionisti dello scandalo abbiano già iniziato a parlare, a sproposito, di guerra di civiltà, quando invece qui si tratta di certissimo maschilismo violento, che, se anche venisse rivestito di estremismo religioso, non aggiunge nulla evidentemente da verificare. Credo che la sfida che vive il nostro tempo sia la convivenza di culture diverse, autentiche e rispettose, culture non atti di violenza collettivi o individuali che sono sempre e solo, da reprimere con determinazione. Nessuna ambiguità sul tema dei diritti, condanniamo senza se e senza ma il sessismo, il razzismo e le altre forme di negazione del diritto altrui, che creano situazioni di marginalità all’interno della società.

È chiaro che se ci si occupa di immigrazione solo in chiave di emergenza insostenibile senza programmi di integrazione non resta che il razzismo come ultima analisi del problema. Il messaggio di accoglienza e di libertà nel rispetto della libertà altrui, pure insito nella nostra cultura parte ridimensionato ma non sconfitto, proprio dai drammi femminili vissuti dentro la nostra società, dati ancora agghiaccianti sul femminicidio, 152 donne uccise (di cui 117 tra le mura domestiche) nel 2014, in leggero calo nel 2015, con una donna su tre che dichiara di aver subito violenza durante la propria vita. La Regione Veneto, sempre per incoerenza, avrebbe voluto togliere i fondi ai centri antiviolenza e solo una grande mobilitazione popolare ha bloccato questa volontà a danno delle donne.

La guerra, quindi, non è tra civiltà, ma tra chi vuole affermare diritti e libertà anche a costo della propria vita e chi vuole negarle entrambe ed è una sfida che va combattuta senza ipocrisie. Ieri la Lega urlava contro i terroni e oggi l’ha talmente dimenticato da accendere i falò con i terroni divenuti sindaci o come quella di chi, a parole, difende le donne e poi con i fatti, cancella presidi fondamentali per la loro sicurezza.

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