Zanonato

Caro Flavio ti scrivo…

Caro Flavio, le piccole baruffe tra me e te non interessano né i cittadini né gli elettori del PD, soprattutto […]

Caro Flavio,

le piccole baruffe tra me e te non interessano né i cittadini né gli elettori del PD, soprattutto in questa fase delicatissima per il Paese. Offendere e rendere pubbliche quelle espressioni non rende merito a nessuno.

Noi due siamo diversi, è innegabile. Abbiamo entrambi un carattere forte, ma ciò non ci impedisce di stare, pur con idee anche diverse su alcuni temi, dentro lo stesso partito. Tu, non da oggi, mi consideri una “grillina”. Ma il problema non sono i “grillini” dentro il PD, ma i tanti, troppi “grillini” che sono fuori del PD, ai quali non riusciamo a parlare e che non riusciamo a rappresentare. Forse perché qualcuno pensava di poterne fare a meno. Salvo poi scoprire che, a negare alcune verità, sono loro che stanno facendo a meno di noi… In queste settimane io e altri del PD (molti più di quelli che immagini) stiamo cercando con molta fatica di costruire un ponte non con Grillo, ma con quell’elettorato e su quei temi che non abbiamo colpevolmente affrontato con coraggio e determinazione in campagna elettorale. Non mi pare un esercizio inutile, visto il probabile ritorno alle urne in tempi brevi.

Sulla TAV. Non è strano che io sia andata in Val di Susa come parlamentare del PD, ma che non ci sia venuto tutto il PD. Non possiamo permetterci di percorrere vecchie politiche industriali senza futuro e che vedono l’ambiente come un limite allo sviluppo e non una propulsione. Lo abbiamo pagato anche in Puglia con la vicenda dell’Ilva. Sulla TAV tu, ad oggi, ne sai poco come è accaduto a me, questo è il motivo per cui ho ritenuto di approfondire documenti e ascoltare i 23 sindaci contrari all’opera. La politica ha il compito di ascoltare, valutare e poi scegliere cioè decidere. Ma se la direzione risulta non più realizzabile, ovvero controproducente o sbagliata, bisogna avere il coraggio di cambiare idea e di correggere la rotta. Nelle settimane scorse molti esperti mi hanno contattato e inviato materiali interessanti che contraddicono i dati noti e diffusi finora. Persino il commissario Mainardi, Pdl e responsabile dell’ Alta Velocità per il Nordest, ritiene giusto rivedere priorità e modalità costruttive del progetto per mancanza di fondi e… di merci. Renderò pubblici questi documenti. Voglio vederci chiaro, perché se gli amministratori del PD della Val di Susa sono contrari o hanno dei dubbi, è meglio ascoltarli e non cacciarli. Perché assieme a loro se ne va la credibilità della politica e… se ne vanno anche i voti.

Sul Partito Democratico. Tu sai bene che ho sempre rischiato in proprio, senza padrini politici: alle europee, alle regionali, alle primarie. Qualcuno mi ha sempre chiesto di candidarmi a “qualcosa” e, nel caso delle primarie, ho scelto di testa mia con forze e risorse infinitamente inferiori agli altri contendenti. Anche alle ultime politiche, non ho scelto io di essere capolista al Senato, ma il PD, dopo un sondaggio che mi vedeva come la figura con maggiore consenso e in grado di parlare a un certo tipo di elettorato. Non ho mai chiesto di essere capogruppo al Senato, né tantomeno aspiro al Quirinale… Quindi non è bene inventare.

Sul Veneto. Leggo sulla stampa che noi due saremmo in corsa per guidare il centrosinistra alle regionali del 2015. A me non risulta, almeno non per quanto mi riguarda. Vuoi candidarti tu a guidare il Veneto? Non so quale sarà il percorso per arrivare alla candidatura, ma sarò in prima fila a sostenerti. Ti considero un candidato naturale vista la tua esperienza amministrativa. Di certo non farò quello che tu hai fatto a me nel 2010 sostenendo fino allo stremo la candidatura di Bortolussi. Scelta scellerata per il centrosinistra, certo non per la persona, che ha recuperato il minimo storico facendoci doppiare dal centrodestra e dalla Lega.

Ti chiederò per le regionali del 2015 di fare tuoi i punti sulla sostenibilità e sul nuovo modello di sviluppo che mi stanno a cuore e che, fra un paio d’anni, saranno comunque obbligati dall’agenda economica, energetica e ambientale.

Sulla visibilità nei media. Non ho mai chiesto di essere mandata in una trasmissione televisiva: o mi manda il Partito Democratico o mi invitano le redazioni e i conduttori dei vari programmi. Perché lo fanno? Forse perché per i media sono un volto nuovo, perché non parlo in politichese, perché ho qualcosa da dire sui temi che interessano alle persone. Domani sera, ad esempio, sarò a “Servizio Pubblico”, la trasmissione di Michele Santoro. Non dovrei andarci? Non dovrei portare la voce del Veneto a livello nazionale?

Per tutto il resto leggo con un sorriso delle tue intemperanze, ora con uno ora con l’altro… Non ti chiedo di cambiare, perché so che non lo farai. Anzi, rimani proprio così, solo distingui tra il privato e il pubblico. Di fondamentale importanza per chi ci valuta e ha fiducia in noi.

Comunque con un abbraccio.

Laura Puppato

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